Damiani in rosso per 18,2 milioni

Nonostante un incremento dei ricavi nell’ultimo trimestre dell’anno fiscale 2009/2010 (+18,4% a 27,1 milioni di euro), la maison Damiani ha archiviato l’esercizio con un turnover di 145,8 milioni di euro (-2,7%), registrando una perdita netta di 18,2 milioni (dal precedente rosso di 4,7 milioni). In controtendenza il fatturato annuale retail (+39,4%) e quello generato in Italia (+3,3%).
“Seppur in un contesto di contrazione della domanda - ha spiegato Guido Damiani, presidente della società specializzata in preziosi - il nostro canale retail ha evidenziato un andamento positivo, sia per quanto riguarda le nostre boutique monomarca, sia i negozi Rocca, a conferma che le nostre collezioni sono state molto apprezzate dal consumatore finale”. La perfomance di questo segmento, prosegue, “è stata decisamente migliore rispetto al wholesale, in cui è invece proseguita, anche nel 2009, l’intensa attività di de-stocking, già iniziata l’anno precedente”.
Nel fiscal year concluso il 31 marzo 2010, il gruppo ha messo a segno un ebitda negativo per 13,2 milioni (da +1,1 milioni al 31 marzo 2009), mentre l’ebit ha segnato -19,1 milioni (da -3,1 milioni). In miglioramento l’indebitamento netto, che a fine marzo ammontava a 39 milioni, dai 54,6 al 31 dicembre 2009.
A livello geografico, se si esclude il progresso del giro d’affari nel nostro Paese, sono risultati in discesa tutti gli altri mercati: -33,5% le Americhe, -12,2% il Giappone e -16,3% l’area “Resto del mondo”.
Nello specifico dell’ultimo quarter 2009/2010, invece, Damiani ha realizzato vendite in ascesa sul fronte sia retail (+13,8%), sia wholesale (+20,1%). Pur considerando la continua incertezza della situazione macroeconomica, “l’andamento positivo dei ricavi dell’ultimo periodo, cresciuti rispetto a un anno prima, la diminuzione dell’indebitamento e la razionalizzazione dei costi attuata ci portano a guardare al futuro con maggiore ottimismo”, ha aggiunto Damiani.
d.p.
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