Dati Smi-Istat: saldo commerciale in calo del 10,6% per il tessile-abbigliamento

Nei primi otto mesi dell'anno, il settore tessile-abbigliamento italiano ha registrato globalmente un saldo import-export in ribasso del 10,6%. E' quanto emerge da un rapporto di Sistema Moda Italia su dati Istat.
Il risultato (che tiene conto dei dati di Smi e di Ati, Associazione Tessile Italiana) si deve principalmente a un ribasso del 5,6% delle esportazioni, dove il tessile pesa per il 7,4%, mentre il vestiario contribuisce per il 4,2%. A questi valori corrisponde una situazione pressoché stazionaria per le importazioni (-0,5% rispetto allo stesso periodo del 2001), con un calo per il comparto tessile (-8%) e un aumento per il vestiario (+6,1%).
Tenendo conto delle statistiche relative al cosiddetto "sistema moda Italia" (prevalentemente costituito dagli associati Smi e comprensivo di industria tessile laniera, serica, dell'abbigliamento, della maglieria e calzetteria), le esportazioni sono diminuite del 6,4% nel periodo gennaio-agosto 2002, mentre le importazioni sono salite del 2,2%.
Più in dettaglio, l'export é stato penalizzato soprattutto dalla contrazione dell'industria tessile laniera (-16,5%), penalizzata dal forte calo dei tessuti in fibra sintetica/lana, e di quella della maglieria e calzetteria (-16,4%), che soffre principalmente della flessione delle esportazioni di calze unisex e di fazzoletti. Il segno positivo delle importazioni si deve invece all'industria abbigliamento (+8,6%) che vede in forte aumento la voce corsetteria e camiceria uomo e all'industria maglieria e calzetteria (+2,5%) che importa soprattutto calze unisex e donna.
e.f.
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