Dawson chiude il 2009 in rosso e scarta l’ipotesi di acquisire il Lanificio Barbera

Fatturato in calo e bilancio in perdita per Dawson International: i risultati preliminari relativi all’anno chiuso il 2 gennaio 2010 evidenziano anche un utile operativo di circa due milioni di sterline. Intanto la realtà britannica, che non esclude nuove acquisizioni, scarta l’ipotesi di rilevare il Lanificio Carlo Barbera.
A fronte di un risultato operativo di 1,962 milioni di sterline (erano 1,859 nel 2008), il giro di affari per l’anno da poco concluso si è attestato a 72,8 milioni di sterline, in calo del 16,6% rispetto agli 87,3 del 2008. Il gruppo scozzese, inoltre, ha concluso il 2009 con una perdita netta di 5,8 milioni di sterline rispetto all’utile di 476mila sterline dell’anno passato. Come commenta il chairman del gruppo, David Bolton: “In una fase di recessione economica globale, le performance conseguite da Dawson International sono soddisfacenti. Lo testimoniano il risultato operativo e la liquidità di 6,7 milioni di sterline, generata principalmente dalla cessione di Todd&Duncan”.
Ora la priorità per l’azienda è contenere il deficit pensionistico e i costi associati, lavorando con i fondi pensione per ridurre le passività e per incrementare i ritorni sugli asset. Un presupposto imprescindibile per guardare al futuro e per effettuare nuovi investimenti, come conferma a fashionmagazine.it Giovanni Ghione, non-executive director e deputy chairman all’interno del consiglio di amministrazione del polo, leader nel business del cashmere. Nel mirino dell’azienda, possibili acquisizioni di realtà statunitensi per espandere il business nel settore degli accessori. “L’America è da sempre uno sbocco molto importante per noi - conferma il manager -. Significative le performance in loco della controllata, Dawson Forte, leader nel sourcing e nella vendita di maglieria in cashmere per le grandi catene, con un fatturato di 58 milioni di dollari e un utile di sei”. Quanto alla ventilata acquisizione del Lanificio Carlo Barbera (vedi fashionmagazine.it del 6 novembre 2009), Ghione scarta l’ipotesi. “Si tratta di una realtà in cui la presenza della famiglia è molto forte e in cui la convivenza di tante anime diverse non si accorda con la possibilità di stringere un’intesa”.
c.me.
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