Dazi sulle calzature da Cina e Vietnam: il Comitato Ue è sfavorevole alla proroga

Le misure anti-dumping relative alle calzature in pelle, importate dall'Europa e prodotte in Cina e Vietnam, potrebbero non essere prorogate alla scadenza (il 6 ottobre prossimo). Determinate a fare in modo che ciò non accada, Anci (Associazione nazionale calzaturifici italiani) e Cec (Confederazione europea della calzatura) minacciano di procedere per vie legali.
L'ipotesi di un mancato prolungamento dei dazi si è resa più concreta ieri, con la riunione del Comitato anti-dumping Ue, che riunisce gli esperti commerciali dei 27 membri dell'Unione. 15 Paesi si sono infatti espressi contro l'avvio di un'inchiesta (che può durare anche più di un anno), che sarebbe richiesta dalla Commissione europea, per verificare se sussistono elementi tali da imporre la proroga.
In proposito, Il Sole 24 Ore di oggi spiega che lo stesso Comitato fornisce però un parere consultivo e non vincolante, quindi Bruxelles può comunque esprimersi a favore dell'indagine.
“L'opinione del Comitato anti-dumping è un errore legale ed economico”, dichiara il presidente di Anci, Vito Artioli che con Cec, sentiti gli avvocati, afferma di agire in tutti i modi possibili, per sospendere o annullare l'eventuale “no” della Commissione all'avvio di un'inchiesta.
Dall'altra parte, Aedt (associazione europea dei fashion retailer), EuroCommerce (organismo europeo che accorpa varie federazioni del commercio al dettaglio, all'ingrosso e internazionale) e Beuc (organizzazione dei consumatori europei) hanno accolto favorevolmente il voto del Comitato anti-dumping e ora si aspettano dalla Commissione Ue “chiari segnali che i dazi scadranno l'8 ottobre”. Tali misure sono “protezioni artificiali e ingiustificate” che, a loro avviso, non aiutano nessuno.
e.f.
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