De Sole esercita le stock option e incassa oltre 25 milioni di dollari

Nel corso del mese di gennaio Domenico De Sole, presidente e a.d. uscente di Gucci Group, ha esercitato alcune stock option in suo possesso - complessivamente 465 mila opzioni, parte degli 1,6 milioni in portafoglio a inizio d’anno - che gli hanno fruttato oltre 25 milioni di dollari. Le operazioni emergono dall’informativa di Afm, l’autorità di vigilanza del mercato azionario olandese, una delle Piazze (l’altra è New York) dove il titolo del lusso è quotato.
Mentre si avvicina la scadenza del proprio contratto, deliberatamente non rinnovato (vedi fashionmagazine.it del 4 novembre), De Sole ha quindi deciso in questi giorni di esercitare il diritto di acquisto di azioni Gucci a un prezzo prefissato, per poi rivendere i titoli al prezzo di mercato, incassando una cospicua plusvalenza (le attuali quotazioni sono decisamente più elevate, rispetto al prezzo di esercizio delle stock option in questione). Lo stesso è avvenuto lo scorso novembre, quando il manager ha intascato circa 970 mila euro dall’esercizio di un pacchetto di 24 mila opzioni. Come confermano fonti vicine alla società, tuttavia, alcuni diritti in mano all’a.d. - circa 750 mila - non sono attualmente esercitabili, e sono quindi privi di valore, poiché presentano un prezzo di esercizio superiore all’attuale quotazione del titolo in Borsa (in gergo si parla di opzioni underwater o out of the money). A questo proposito ricordiamo che le stock option in passato erano considerate incentivi per motivare e fidelizzare i migliori dirigenti di un’azienda, ma oggi la loro utilità ed efficacia è stata messa seriamente in discussione dal crollo delle Borse e si sta pensando a nuovi tipi di “premio”.
Quanto a Tom Ford – creative director “dimissionario” insieme a De Sole - si sa che attualmente è in possesso di circa 2 milioni di call option per lo più underwater e che tra aprile e maggio del 2003 ha realizzato circa 38 milioni di dollari dalla vendita di una tranche dei propri diritti. L’anno precedente, invece, la cifra è stata di circa 23 milioni.
Poco prima delle 16 italiane, il titolo Gucci quota a circa 85,53 dollari per azione al New York Stock Exchange, un valore quasi in linea con quegli 85,52 dollari che Pinault-Printemps-Redoute si è impegnato a pagare tra marzo e aprile di quest’anno, per ottenere il controllo totale del gruppo di cui detiene già oltre il 67% del capitale.
I mercati ora attendono di conoscere le sorti della società, dopo l’uscita di scena di Ford e De Sole (ufficialmente il prossimo 30 aprile) e la data da monitorare pare che sia l’8 marzo, quando sfilerà l’ultima collezione donna firmata Yves Saint Laurent. Ai nominativi che si stanno da tempo avvicendando sulla stampa specializzata, mai confermati da Ppr, oggi si aggiunge quello di Stefano Pilati, numero 2 alla direzione artistica della maison Yves Saint Laurent: lo riporta il Financial Times che pare si avvalga di company insider.
e.f.
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