Della Valle nel capitale di Safilo

Dopo avere fatto incetta delle azioni di Saks lo scorso maggio, tanto da salire al 5,9% del capitale del retailer americano, Diego Della Valle si è accaparrato il 2,059% del gruppo Safilo. Una mossa forse dettata da quotazioni in Borsa appetibili ma anche, secondo alcune voci, da ragioni strategiche. Dalla Safilo precisano: "Non abbiamo ricevuto alcuna offerta vincolante da nessun soggetto".
In base agli aggiornamenti delle partecipazioni rilevanti della Consob, l'operazione di Della Valle è avvenuta il 15 del mese attraverso la società Diego della Valle & C. Sapa. Un vecchio amore, quello del patron del Gruppo Tod's per l'industria degli occhiali: già nel 2004 era entrato con il fratello Andrea nell'azionariato di Marcolin e, a oggi, i due controllano complessivamente il 40,4% del capitale della società (dalla partnership scaturirà, tra l'altro, il debutto degli occhiali firmati Tod's e Hogan, previsto per la primavera-estate 2010).
Secondo alcune indiscrezioni emerse oggi dalla carta stampata, l'investimento di Della Valle preluderebbe a un progetto ben più ampio, vale a dire la fusione tra i due gruppi dell'occhialeria. Altri, invece, hanno ipotizzato che Hal Holding, fondo già proprietario di una quota del 2,08% di Safilo, sia pronto a lanciare un'offerta sulla società padovana, in difficoltà finanziarie. Tuttavia, nel pomeriggio, l'azienda dell'occhialeria ha precisato, su richiesta di Consob e Borsa Italiana (poco dopo le 15, il titolo Safilo non riusciva a trattare a Piazza Affari, per eccesso di rialzo, e segnava un progresso teorico del 38% a 0,69 euro per azione), di non avere ricevuto, al momento, alcuna offerta vincolante da nessun soggetto.
In agosto l'a.d. Roberto Vedovotto aveva sentenziato la fine della fase di ricerca di un partner finanziario. Nel primo semestre Safilo ha accusato un -11,7% dei ricavi, scesi a 562,1 milioni di euro, e una perdita di 136 milioni (7,9 milioni il rosso, se si escludono le poste non ricorrenti, contro l'utile di 21,1 della prima metà del 2008). I debiti sono invece passati dai 617,7 milioni di fine marzo a 592,1 milioni.
e.f.
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