Diesel: all'estero le sfide più importanti. Previste cinque aperture in Brasile nel 2012

"La crisi non ci fa paura. Qui in Diesel si respira un'atmosfera vitale ed energetica, che si riflette nei risultati concreti conseguiti". L'a.d. Daniela Riccardi (nella foto) evidenzia il buon andamento della griffe del mohicano, che cresce del 6% nel primo quarter del 2012 con una "high double digit growth" dell'operating profit. Grandi gli investimenti oltrefrontiera. Fra le scommesse importanti il Brasile, dove si parte con un nuovo distributore e dove a giugno riapre il negozio storico di San Paolo.
A dispetto della congiuntura sfavorevole e della crisi del denim, che vive una delle sue fasi cicliche di down, Daniela Riccardi non rileva défaillance per le proposte firmate dalla label in capo al gruppo Only The Brave (1,3 miliardi di euro di fatturato nel 2010). "I nostri jeans vanno molto bene e non soffriamo neanche nella donna, che cresce a doppia cifra - chiarisce -. Nello specifico, la primavera-estate 2012 ha messo in evidenza una progressione nelle vendite del 30-40-50%, a seconda dei mercati di riferimento. Un dato tangibile soprattutto nei nostri monomarca, nei department store e nell'online. L'uomo prosegue ai ritmi del passato, con incrementi del 5-7% circa di anno in anno".
Strategico, da questo punto di vista, il business oltrefrontiera. In Cina (dove sono operativi nove store, più sei a Hong Kong), l'evoluzione è nell'ordine del 20-30% circa e c'è in programma l'inaugurazione di quattro nuovi negozi nel 2012, per poi partire con un piano di aperture aggressivo dal 2013. Anche in India, dove il posizionamento della marca è molto buono, le chance non mancano. Qui sono attivi 10 monobrand nelle città più importanti come Mumbai, New Delhi e Hyderabad ma pure in centri meno noti e si prevedono ulteriori opening. Anche gli Stati Uniti sono in crescita e si prevedono evoluzioni nel 2012, in linea con il piano quinquennale che punta ad arrivare ai 500 milioni di euro nel 2016 in quest'area. "A oggi si tratta di un mercato che sta per mettersi alla pari con il Giappone, che costuituisce il nostro primo sbocco - chiarisce Riccardi -. Insieme rappresentano il 40-45% del nostro turnover mondiale".
Fra le scommese importanti c'è anche il Brasile, che riceverà ulteriore linfa in seguito all'accordo con un nuovo distributore. "A giugno riapriamo lo store di Haddock Lobo, arteria dove si affacciano le insegne più belle, e poi inaugureremo una vetrina nello shopping mall Iguatemi. A seguire sarà la volta di Rio de Janeiro, Brasilia e Recife, sempre nel 2012". Nel mirino c'è anche la Corea, dove a settembre esordisce il primo store del mohicano, a Seoul.
E in Italia? "Il problema in generale è l'Europa, dove esistono Paesi come Italia, Spagna e Grecia che soffrono in modo particolare - risponde Riccardi -. Noi, comunque, stiamo resistendo meglio dei mercati. Per la precisione siamo più esposti nel wholesale, che vive una fase difficile, mentre teniamo abbastanza bene a livello di retail, anche grazie alla dimensione internazionale dell'etichetta, che richiama una clientela cosmopolita, e della sua valenza di griffe lifestyle. "La cucina lanciata di recente con Scavolini, la moto con Ducati, i profumi (vincente il debutto lo scorso anno della fragranza femminile Loverdose e, pochi mesi fa, del maschile Only the Brave Tatoo) e gli orologi (che crescono del 30% di anno in anno) sono le prove dell'interesse alto nei confronti del brand".
Strategica in questo senso è stata la politica di trade-up della label, che ha portato all'aumento del 15% dell'average ticket di stagione in stagione, ma con una maggiore qualità. "Perché noi momenti di crisi la gente diventa più saggia e cerca cose con maggiore contenuto, anche se costano di più". In tale filosofia si inquadra l'etichetta premium Diesel Black Gold. "Lo store appena inaugurato a New York funziona e da esperimento pop up dovrebbe divenire una vetrina di più lungo corso - conclude Riccardi -. Nel futuro puntiamo ad aprire altre boutique del brand nelle città più importanti a livello internazionale, come Milano, Parigi, Tokyo".
c.me.
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