Difficile terzo quarter per Abercrombie & Fitch

Vendite nette trimestrali in flessione dell’8% a 896,3 milioni di euro (-14% a parità di perimetro distributivo), un utile netto che scivola del 45,7% a 63,9 milioni di dollari, rispetto ai 117,5 milioni dell’analogo periodo 2007: Abercrombie & Fitch subisce le forti ripercussioni della crisi dei consumi, mentre sono pressoché stabili i ricavi a nove mesi (2,54 miliardi di dollari dai precedenti 2,52).
Il deteriorarsi della propensione all’acquisto dei consumatori e la difficile situazione congiunturale hanno colpito sensibilmente i conti del retailer americano, che nel terzo quarter dell’esercizio fiscale ha accusato anche un crollo del risultato operativo (-46,3% a quota 100,1 milioni di dollari). Il turnover dei primi nove mesi, chiusi lo scorso 1 novembre, si è attestato a 2,54 miliardi di dollari (+0,8%), sostanzialmente invariato rispetto al 2007 (annullando così l’avanzata dei ricavi del primo semestre); segno meno anche per l’utile netto, che ha ceduto più di 21 punti percentuali, raggiungendo 203,8 milioni di dollari.
La società statunitense, che questo mese ha anche nominato Jonathan E. Ramsden nuovo cfo (vedi fashionmagazine.it del 10 novembre 2008), prevede di incrementare nel 2008 la propria area distributiva di circa il 9% (in ribasso rispetto al 10% indicato a inizio anno) e annuncia di avere ricevuto l’approvazione delle autorità francesi per aprire un flagship store Abercrombie & Fitch sugli Champs-Elysées a Parigi (on schedule nel 2011), mentre nel 2009 saranno avviati i punti vendita di Milano (secondo indiscrezioni non prima di marzo), Tokyo e Copenhagen.
d.p.
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