Domani parte la "maratona" parigina della moda

Cifra tonda per la settimana della moda parigina: 100 sfilate, di cui circa 90 in calendario e una decina "off", con un 10% di défilé in più rispetto alla scorsa edizione. Per far sì che le presentazioni si concentrino nelle zone chiave della capitale, la manifestazione, che dura ben nove giorni a partire da domani, inaugurerà un nuovo spazio "éphémère" presso il Quai de la Tour Eiffel, in occasione della sfilata di Isabel Marant che si terrà lunedì 25 febbraio.
A dare il via alla maratona del prêt à porter donna, domani alle 16.30, sarà il marchio Impasse de la Défense, mentre a chiudere il calendario penserà Chado Ralph Rucci, domenica 2 marzo. Tra le “prime”, il debutto di Stuart Vevers, direttore creativo donna di Loewe, nominato nel luglio scorso al posto di Enrique Oña Selfa. Vevers, la cui prima prova con Loewe sarà “testata” il 26 febbraio, è stato per due anni e mezzo al timone stilistico di Mulberry, dove è stato sostituito da Emma Hill. Attesa anche per Ungaro, sotto i riflettori il 27 febbraio con la prima collezione firmata dal neo-direttore artistico della donna Esteban Cortazar, di origine colombiana, che occupa la poltrona lasciata vacante da Peter Dundas.
Ma il passaggio di testimone più atteso è quello in casa Valentino. Il 28 febbraio, Alessandra Facchinetti presenta la sua prima collezione di prêt-à-porter femminile con questa griffe dopo l’addio del couturier alla moda, celebrato in occasione dell’haute couture: una vera “prova del fuoco”. Il giorno successivo, venerdì 29 febbraio, tocca a Chanel, che ha recentemente inaugurato un flagship store a Firenze, in piazza della Signoria, e rinnovato per tre anni un contratto di licenza con Luxottica per l’eyewear. Stessa data per Sonia Rykiel: dopo alcuni mesi di lavori, la maison ha re-inaugurato in gennaio la boutique al 175 di rue Saint Germain, celebrando così i suoi 40 anni. Non solo. Progetta per questo autunno un’esposizione al Museo delle Arti decorative.
In pedana il 29 febbraio anche Jean Charles de Castelbajac, che ha in programma per inizio marzo l’opening della sua boutique londinese, 300 metri quadri tra Conduit Street e Savile Row. Quanto a Yohji Yamamoto, in scena il 25 febbraio, ha fatto parlare di sé durante la Mercedes-Benz Fashion Week di New York. Infatti, a 20 anni di distanza dall’inaugurazione dello store di SoHo, ha avviato una boutique nella capitale dell’East Coast, in Gansewoort Street. Ideato dallo stesso Yamamoto in collaborazione con l’architetto Junya Istigami, il flagship si compone di due edifici triangolari separati da un cortile. L’area dedicata al negozio vero e proprio, 120 metri quadri, espone tutte le collezioni del fashion designer giapponese e l’alta gioielleria Stormy Weather, realizzata con Mikimoto. Negli stessi giorni uno shop Y-3 ha preso il via al 317 di West 13th Street. Ma le news non finiscono qui. In luglio Yamamoto darà il “la” a un flagship in rue Cambon a Parigi, mentre con l’insegna Y’s aprirà a Praga in Parizska Street.
Sfilano il 25 febbraio, tra gli altri, anche Christian Dior, Vivienne Westwood e la Maison Martin Margiela, che a fine gennaio ha attivato uno showroom a Milano: un migliaio di metri quadri in via Savona 60. Tornando nella Ville Lumière, sono annunciate per il 26 Balenciaga, Viktor & Rolf, Issey Miyake, Comme des Garçons e Jean Paul Gaultier. Il 27 salgono sul podio Karl Lagerfeld, Costume National, Christian Lacroix e Givenchy, mentre il giorno seguente, oltre a Valentino si presentano Stella McCartney, Giambattista Valli (in pieno fermento, visto che ha firmato un accordo con Ciwifurs per una linea di pellicce ed è salito alla direzione creativa di Moncler Gamme Rouge: azienda che, dal canto suo, produrrà i piumini siglati Giambattista Valli Fabriqué par Moncler) e, non ultimo, Yves Saint Laurent. Chiusura in bellezza nel weekend con Kenzo, Hermès e John Galliano sabato primo marzo, e Louis Vuitton, Lanvin e Miu Miu, domenica. Tra le novità di questa edizione, Sophia Kokolosaki per la prima volta nel calendario “in”, e nomi da tenere d’occhio come Ivana Helsinki, Rajesh Pratap Singh e Commuun. Seconda esperienza in pedana per Limi Feu e José Castro.
v.t.
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