Dopo un 2005 ancora difficile, per il 2006 le previsioni sono all’insegna dell’ottimismo

Secondo il comunicato economico diffuso da Pitti Immagine a cura del Centro Studi Federazione Smi-Ati Imprese Tessili e Moda Italiane, dopo un 2005 ancora difficile, il 2006 si è aperto sotto i migliori auspici.
”I dati attualmente disponibili (non ancora definitivi - precisa la nota - in quanto l’elevata varianza dei risultati ottenuti dai diversi comparti induce a effettuare ulteriori affinamenti) mettono in evidenza come il fatturato del settore si sia ridotto, in un anno, di quasi 1,8 miliardi e sia sceso sotto la soglia dei 41 miliardi di euro”.
Ma per l’anno in corso le previsioni sono all’insegna dell’ottimismo. Sul mercato italiano segnali moderatamente positivi provengono sia dai saldi invernali (+2% l’incremento tendenziale misurato da SitaRicerca per il sell-out del dettaglio indipendente), sia dal miglioramento del clima di fiducia delle famiglie.
Anche i primi dati disponibili relativi alle esportazioni sono incoraggianti: fra gennaio e febbraio di quest’anno le vendite all’estero di tessile-abbigliamento italiano sono aumentate del 5,4%, grazie soprattutto ai flussi diretti verso i Paesi Ue.
Un recupero trainato tuttavia soprattutto dal vestiario, perché, per quanto concerne il tessile, alla timida ripresa delle vendite in Europa non è corrisposto un analogo incremento delle esportazioni extra-europee.
Al di fuori dalla Ue, l’attenzione è puntata sulla Russia (+14% l’export di gennaio 2006 per il tessile-abbigliamento), sui Paesi asiatici e sugli Stati Uniti, anche se in questo caso si tratta di un mercato che evidenzia ancora incognite, dovute alla massiccia presenza di forme di distribuzione che potrebbero portare a un ulteriore dirottamento degli acquisti verso prodotti cinesi a basso costo.
c.mo.
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