Dsquared2, Armani, Cavalli e Ferré: Milano Moda Donna cala il suo poker

Oggi il programma della sesta e penultima giornata di Milano Moda Donna, ha visto impegnati sulle passerelle quattro assi del made in Italy: dalla moda giovane di Dsquared2, ai mostri sacri come Giorgio Armani, Roberto Cavalli e Gianfranco Ferré (nella foto), che ha visto il ritorno di due vecchie conoscenze del marchio: Stefano Citron e Federico Piaggi.
Aria nuova, ma non troppo, da Gianfranco Ferré: nonostante una nuova proprietà (Paris Group di Dubai) e due nuovi designer - Stefano Citron e Federico Piaggi, al posto di Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi - la nuova collezione, all’insegna della pulizia e della geometria, punta sulla continuità ed è quasi un omaggio alla creatività del maestro e alla storia della maison. Forme pure, volumi grafici, colori neutri interrotti da flash di viola e di fucsia sono i cardini della collezione disegnata da Piaggi e Citron, tra camicie decostruite fino a diventare dei top monospalla, tuniche che sembrano nate da una stola, bracciali come sculture geometriche. I tessuti sarebbero piaciuti all'architetto: cadì double lavorato con fili di seta, pelle trattata con proteine seriche fino a diventare fluida come il jersey. Una collezione very Ferré, salutata da un caloroso applauso finale, ma che non dà certezze ai due creativi, con un passato in Byblos e Mila Schön e che per Ferré avevano realizzato una collezione di transizione dopo l'uscita di scena di Lars Nilsson. “Il destino degli stilisti dipenderà da ciò che scriverete voi giornalisti, noi abbiamo scelto di puntare su di loro perché avevano già lavorato per Ferré e noi puntiamo sulla continuità”, ha dichiarato prima dell’inizio dello show Ahmed Sankari, presidente della maison.
Al contrario di molti loro colleghi non si sono fatti tentare dalle citazioni Déco o dagli anni ’50, né dai colori pastello, i gemelli Dean e Dan Caten e per la collezione primavera-estate 2012 di Dsquared2 hanno pensato a una delle groupie che affollano i concerti all'aperto di manifestazioni come Coachella o Glastonbury indossando abiti sporchi di fango, jeans strappati, foulard e borchie sparse qua e là. Ospite fotografatissimo della prima fila era il nuotatore Filippo Magnini, mentre la fidanzata- amica del cuore Federica Pellegrini, invece, era presente alla sfilata di Giorgio Armani, che ha proposto una moda sussurrata e garbata: a cominciare dai colori tenui e delicati. Le giacche sono tagliate in sbieco per essere più fluide senza collo e bottoni gli abiti hanno lunghezze differenti dal ginocchio alla caviglia. La sera è fatta di sete perlacee e rasi liquidi, vestiti lunghi a spalle nude e bustini a calice in gazard.
La donna portata in passerella da Roberto Cavalli sceglie di vestirsi tutta d’oro e adotta una serie di look dal gusto baroccheggiante, carichi di paillette e ricami. A bilanciare certi eccessi ci pensa il rigore della linea delle giacche e dei gilet, ispirato alle architetture Bauhaus. Il gioco di contrasti si fa evidente nelle gonne plissé lavorate a intarsio: viste su un manichino sembrano romantiche, con tutti quei fiorellini stampati sulla mussolina di seta, ma poi da indossate svelano una base pitonata. Le gambe tornano protagoniste della seduzione nelle trasparenze degli abiti lunghi, in tulle di seta trasparente, ricoperti di ricami, abbinati a giacche da smoking nere e a scarpe in vernice dal tacco scultura dorato.
an.bi.
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