Duvetica: New York nel mirino, dopo il flagship di Milano

Con l'opening di Milano - uno store curato dall'architetto Tadao Ando, che ha appena debuttato in via Santo Spirito 22 - salgono a quattro i monomarca Duvetica avviati in poco più di un anno. Ma il piano di espansione del brand, che entro fine anno dovrebbe raggiungere i 30 milioni di euro di giro d'affari (+27,7% rispetto al 2010), non finiscono qui.
Lo hanno spiegato ieri all'inaugurazione due dei cinque soci di Duvetica Industrie, Giampiero Vagliano e Stefano Rovoletto, entrambi con un lungo trascorso in Moncler. Da quest'anno la linea di piumini di alta gamma Duvetica ha raggiunto i maggiori mercati - dal Vecchio continente all'Est Europa, dal Middle East al Far East, fino agli Stati Uniti e al Canada - per un totale di 1.600 punti vendita (il 70% dei ricavi è realizzato all'estero e circa la metà di questa quota è circoscrivibile all'Estremo Oriente). Non è un caso quindi, che dopo i monomarca di Milano, Tokyo, Kitzbühel e Courmayeur, il management stia valutando di presidiare altre location, nelle principali macro-aree di riferimento. "Il prossimo investimento probabilmente riguarderà New York - dicono i fondatori del brand di Mogliano Veneto - ma pensiamo anche ai resort montani, nonostante sia difficile trovare spazi ampi per replicare il nostro format".
Su target e stime future di crescita Vagliano e Rovoletto non si sbilanciano, dati i tempi, ma fanno sapere che il marchio, nato nel 2004, cresce di circa il 30% l'anno e che il break even è stato raggiunto già dalla seconda stagione di vita. Anche il terremoto in Giappone, il maggior mercato di riferimento per Duvetica, per ora non sta impattando sui numeri: nessun ordine è stato annullato dallo scorso marzo e il punto vendita di Tokyo macina tassi di incremento nell'ordine del 20% di mese in mese.
Il legame tra la label e il Sol Levante è piuttosto stretto sin dalla sua nascita e si riflette dal design del prodotto al retail, con la firma di Tadao Ando per il concept dei negozi. Il team interno di stilisti è infatti affiancato da consulenti esterni giapponesi e per il secondo inverno sarà distribuita una capsule ideata insieme a Comme des Garçons. Il Paese asiatico fornisce anche i tessuti hi-tech. I più fashion sono made in Italy, mentre il poliammide è francese come il puro piumino d'oca delle imbottiture.
e.f.
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