Economia della moda: la ripresa del 2004 in balia del tasso di cambio

Un 2003 partito in grande affanno, il minimo del ciclo congiunturale nel semestre centrale, poi una ripresa moderata frenata dalla forza dell’euro. Questo l’andamento annuale dell’industria italiana del tessile-abbigliamento presentato dalla Camera Nazionale della Moda che avverte: il recupero del 2004 dipenderà delle quotazioni del dollaro.
Il 2003, nelle cifre del preconsuntivo, dovrebbe concludersi con un calo del fatturato del 4,3% (-2,5% nel 2002) a 68 miliardi di euro circa. Come precisa la Camera, mentre la fase critica del 2002 vedeva particolarmente penalizzati i settori a monte, quella verificatasi nell’anno appena concluso presenta ordini di grandezza simili per entrambi i poli della filiera.
Per quanto riguarda l’interscambio, le esportazioni dovrebbero totalizzare 37,7 miliardi di euro (-7,2%), a fronte di importazioni per 21,9 miliardi (+1,7%): il saldo attivo passerebbe quindi a 15,8 miliardi, dai 19,1 della fine del 2002. La contrazione dell’occupazione nell’anno è quantificabile attorno alle 20 mila unità, mentre su base triennale i posti di lavoro bruciati dalla congiuntura sfavorevole sono circa il triplo.
Quanto al prossimo anno le stime vedono il giro d’affari raggiungere i 71,1 miliardi, in rialzo del 4,5% rispetto alla chiusura del 2003. Le esportazioni dovrebbero salire a 40,3 miliardi (+6,6%), mentre le importazioni dovrebbero crescere a 23,5 ,miliardi (+7%), portando il saldo commerciale a 16,8 miliardi.
Più in dettaglio, il monte della filiera (tessile e pelle) - storicamente è più ciclico e più correlato alle fluttuazioni del dollaro - è stimato in crescita dell’1% nel primo trimestre, del 4% nel secondo e del 7% in seguito (+5% complessivamente). Il settore a valle (abbigliamento, pelletteria, calzature) sarà meno reattivo: +2% nella prima parte del 2004, +6% successivamente.
Le previsioni della Camera, tuttavia, sono subordinate al fatto che il biglietto verde si stabilizzi sui valori medi realizzati nell’ultimo trimestre del 2003. “L’onda positiva - dicono i ricercatori – risolleverà i fatturati a partire dal secondo trimestre del 2004”.
La peggiore congiuntura degli ultimi 10 anni si sta quindi definitivamente concludendo? Per supportare questa tesi bisogna attendere l’esito delle manifestazioni della moda italiana in calendario tra gennaio e febbraio. Certo è che nei Paesi dell’euro-zone la fiducia dei consumatori va stabilizzandosi, anche se la percezione del benessere personale non è migliorata. Fa eccezione la Germania, dove tutti gli elementi che servono per valutare l’indicatore “consumer confidence” vanno migliorando, mentre nella Penisola la fiducia stenta a migliorare (negli Stati Uniti l’indicatore ha addirittura raggiunto il massimo a 18 mesi). Quanto alle imprese europee il clima sta volgendo all’ottimismo dalla fine del 2003, seppure con l’eccezione dell’Italia. La fiducia degli imprenditori Usa ha invece raggiunto livelli storicamente connessi alle fasi di consistente ripresa economica.
e.f.
stats