Edwin ed Elio Fiorucci: nella querelle la Corte del Lussemburgo dà ragione allo stilista

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea si è pronunciata a favore di Elio Fiorucci a proposito di un’annosa controversia che contrapponeva lo stilista-imprenditore alla giapponese Edwin Co. a proposito dell’utilizzo del marchio "Elio Fiorucci". "Comunque - precisa Elio Fiorucci - già prima di questo passo io e Shuji Tsunemi, patron della Edwin, ci eravamo incontrati a quattr'occhi e ci eravamo accordati di mettere la parola fine alla querelle".
Come riportano diverse fonti di stampa, i giudici hanno stabilito che il titolare di un “patronimico notorio” ha la facoltà di opporsi all’uso di tale nome come marchio comunitario in caso di mancato consenso alla registrazione, qualora il diritto nazionale glielo consenta.
La multinazionale del Sol Levante - che nel 1990 aveva rilevato il patrimonio creativo della società italiana - ha dunque visto respingere dalla Corte del Lussemburgo la sua tesi, in precedenza invece avallata dall’Uami (Ufficio per la registrazione dei marchi, disegni e modelli dell’Unione), in base alla quale avrebbe detenuto il pieno diritto di registrare la label denominativa “Elio Fiorucci” per una serie di articoli, compresi abbigliamento, profumi e pelletteria. Non aveva infatti tenuto conto di una norma vigente nel nostro Paese, secondo cui un nome noto di persona può essere registrato come marchio solo nel caso in cui lo decida il titolare o dia il consenso ad altri per farlo.
"In ogni caso - commenta Elio Fiorucci - sono convinto che se mi fossi rivolto prima a Shuji Tsunemi, 'grande capo' di Edwin nonché vero gentiluomo, come ho fatto nei mesi scorsi anche per esprimere la mia solidarietà dopo la tragedia che ha colpito il Giappone, avremmo trovato facilmente un'intesa". "Quando ci siamo confrontati - continua - è stato facile capirsi, perché sono sempre i rapporti umani alla base di tutto. Invece, se le cose finiscono nelle mani degli avvocati come è accaduto, si complicano e ci si trova ad andare per le lunghe". La decisione del Tribunale dell’Ue è arrivata, tra l'altro, poche settimane dopo che la Sezione Proprietà Industriale della Corte d’Appello di Milano ha respinto le pretese di Edwin sull’espressione “Love Therapy by Fiorucci” e relative declinazioni. "In pratica - conclude Fiorucci - il contenzioso è definitivamente archiviato, da ogni punto di vista".
a.b.
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