Elsa Schiaparelli: tutto pronto per il rilancio

Il 2012 è l'anno di Elsa Schiaparelli: la designer, scomparsa nel 1973, non solo è protagonista di una mostra newyorkese giocata su diversità e parallelismi con una grande del nostro tempo, Miuccia Prada, ma il marchio che porta il suo nome è prossimo al rilancio, a cinque anni di distanza dall'acquisizione dell'archivio e dei diritti da parte del Gruppo Della Valle. Il primo step? La riapertura dello storico atelier al 21 di place Vendôme.
Durante la prossima tornata dell'haute couture parigina, prevista dal 2 al 5 luglio, quello che fu il quartier generale di una stilista all'avanguardia tornerà a vivere, mentre in settembre sarà rivelato il nome del direttore creativo della maison (si era parlato di John Galliano, ma oggi in un'intervista a Il Sole 24 Ore Diego Della Valle accenna a "una" designer: errore di battitura o lapsus che indica un'ipotesi diversa da quella più accreditata?). Il debutto del nuovo corso dovrebbe avvenire nel febbraio 2013, con "collezioni molto speciali ma al tempo stesso riconoscibili - si legge in un comunicato - e una grande attenzione agli accessori". Di sicuro non mancheranno cosmetici e profumi, forse con una riedizione del celeberrimo "Shocking" del 1936, racchiuso in una boccetta fucsia modellata sulla sinuosa silhouette di Mae West. "Nessuna rincorsa ai tempi commerciali del mondo della moda - chiarisce Diego Della Valle - ma un lavoro che punti al meglio, nel gusto e nella qualità, con tutta la calma necessaria per farlo".
Intanto c'è il nome dell'ambasciatrice del brand: un po' come è successo con Roger Vivier - nell'orbita del Gruppo Tod's, con un turnover che nel 2011 si è portato a 36,5 milioni di euro (+67,9%) -, fin dall'inizio associato al volto e allo stile di Inès de la Fressange, per Elsa Schiaparelli la scelta è caduta su un personaggio oltre gli schemi: Farida Khelfa, un mix di passionalità algerina e charme francese, attrice, regista, modella e musa di Azzedine Alaïa e di Jean Paul Gaultier, del quale è stata anche stretta collaboratrice e a cui ha dedicato un docu-film. Una donna anti-conformista e di forte temperamento, come fu ai suoi tempi Elsa Schiaparelli: nata nel 1890 da una ricca famiglia a Palazzo Corsini di Roma, si trasferisce a Parigi nel 1922 e i francesi la ribattezzano "Schiap". Il successo arriva negli anni Trenta, grazie a creazioni audaci, fantasiose e sorprendentemente moderne: abiti con aragoste giganti o enormi soli, modelli di ispirazione cubista, il famoso cappello a forma di scarpa e il tailleur con cassettini al posto delle tasche (suggeriti dall'amico Dalì), i guanti con le unghie, una serie di vestiti personalizzati dagli aforismi dell'amato Jean Cocteau e molto altro. Nel 1954, a 64 anni, la decisione di chiudere l'atelier. A fine 1973 la morte, avvenuta nella città che l'ha vista co-protagonista con Coco Chanel, per molti versi antitetica a lei: tra le due, un odio ricambiato ed esibito.
Il mondo di Elsa Schiaparelli rivive nell'esposizione al Costume Institute del Metropolitan Museum of Art di New York, il cui vernissage è previsto stasera e che sarà aperta al pubblico da giovedì prossimo al 19 agosto: un evento a cura di Harold Koda e Andrew Bolton, che azzarda un parallelismo tra "Schiap" e una protagonista dei nostri tempi, Miuccia Prada, dando vita a delle "Impossible conversations". Tra gli invitati anche Farida Khelfa, che si suppone sarà fotografatissima.
a.b.
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