Emi vola verso Ucraina, Kazakistan e Brasile

Ucraina, Kazakistan e Brasile sono le nuove destinazioni delle attività di Emi Ente Moda Italia. Che intende anche rafforzare la presenza al Cpm di Mosca. Senza abbassare la guardia negli Stati Uniti.
"Rompighiaccio". Ma anche "piccola nave corsara". Con queste metafore Antonio Gavazzeni e Alberto Scaccioni, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Ente Moda Italia descrivono la mission e la modalità operativa della società compartecipata al 50% da Sistema Moda Italia e dal Centro di Firenze per la Moda Italiana e finalizzata a sostenere l'internazionalizzazione delle piccole e medie imprese del fashion-system nazionale.
"Essendo una società no profit, tutti gli introiti vengono reinvestiti per alimentare nuove iniziative" spiega Gavazzeni. "Inoltre - aggiunge Scaccioni - lavorare senza l'assillo di 'fare numeri' ci permette di ragionare in un'ottica di qualità, selezionando i mercati e gli appuntamenti in cui è davvero utile per una Pmi essere presente. Per questo ci paragoniamo a una piccola nave corsara: abbiamo la flessibilità e la velocità di affiancare con i nostri interventi i saloni che funzionano meglio nei Paesi più interessanti".
Ovvero: il Cpm di Mosca (dove Emi porta 280 marchi tra uomo, donna e bambino) ma da quest'anno anche una rassegna a Kiev, Ucraina, dal 16 al 18 settembre, e un'altra a Almaty, Kazakistan, in novembre "perché riteniamo - precisa l'a.d. di Emi - che le enormi potenzialità offerte dal mercato dell'ex Unione Sovietica non si intercettino completamente con la sola presenza al Cpm".
Questo senza nulla togliere al salone moscovita organizzato da Igedo, talmente importante per le aziende italiane che Emi sta pensando di rafforzare la partecipazione organizzando eventi collaterali per comunicare in maniera più completa agli operatori russi la cultura del made in Italy.
Altra tappa imprescindibile New York, con Made in Italy at The Collective per l'uomo e "at Fashion Coterie" per la donna. La momentanea crisi Usa non mette in discussione questa presenza. Anzi: "Chi ha faticato tanto per acquisire una posizione deve difenderla con le unghie e con i denti - dice convinto Gavazzeni -. È fondamentale mantenere il presidio, anche se i risultati non sono al momento gratificanti. Stiamo anche pensando a ulteriori investimenti: per esempio, utilizzare le nostre aree all'interno dei saloni per il lancio di stilisti emergenti, magari in collaborazione con la Camera della Moda".
L'intenzione di Emi è addirittura quella di estendere la propria azione alla West Coast, mentre guarda con sempre più attenzione anche all'area meridionale del continente americano: "Il Brasile è il baricentro di tutto il MercoSur, dove si segnalano economie dinamiche come Cile, Argentina e Uruguay - illustra Scaccioni -. Per questo stiamo lavorando per organizzare nel 2009 un evento Emi in concomitanza con la São Paolo Fashion Week, rassegna di riferimento per tutta l'America del Sud". "Occorre però tenere presente - conclude - che dati gli alti dazi e la stagionalità invertita, è un mercato da affrontare con un modello B2B, nell'ottica di sviluppare accordi di produzione e distribuzione con aziende locali".
c.mo.
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