Escada: il rilancio in Italia scommette sul wholesale

Valorizzare i monomarca di Milano e Roma, sviluppare il wholesale e puntare allo sbocco nell’affiliazione: questi i punti di forza della strategia di Alberto Cristofoli, dallo scorso luglio managing director di Escada Italia. Un ingresso strategico in questa fase di rilancio globale della maison, coinciso con l’arrivo nella casa di moda tedesca di Bruno Sälzer con il ruolo di ceo.
Forte di significative esperienze a 360 gradi, maturate in dieci anni di militanza nel Gruppo Max Mara fino al 2003, a cui sono seguite cariche di rilievo da Giorgio Armani e poi presso il Gruppo Stefanel, Cristofoli ha preso in mano il timone del business italiano di Escada con le idee chiare e con grande positività. A dispetto del momento difficile (vedi risultati dell’ultimo fiscal year su fashionmagazine.it del 18 dicembre) il manager di origini venete guarda con ottimismo al futuro. “C’è una forte sintonia con il nuovo management internazionale, un’identità di vedute e un’affinità di esperienze che sicuramente ci dà la carica giusta”, racconta a fashionmagazine.it. “Per quanto riguarda l’Italia, nello specifico, è un mercato nel quale crediamo moltissimo, strategico da molti punti di vista anche se, sul fronte dei numeri, non è fra i principali sbocchi – prosegue il manager -. Un Paese dove sono molto apprezzate la qualità, l’immagine e la vestibilità delle nostre collezioni”.
“Iniziamo con il ‘lucidare gli ottoni’ – prosegue - lavorando alla rivalutazione del nostro patrimonio in questo Paese. Siamo partiti subito con la ristrutturazione del monomarca di Milano, in corso Matteotti, che abbiamo riaperto in settembre con il nuovo layout”. Uno spazio quasi raddoppiato, che copre una superficie di 190 metri quadri. Sviluppato dal team di architetti interno della maison, il punto vendita mira a comunicare un’idea di lusso ma anche di praticità e di flessibilità, in sintonia con quella che è la filosofia della label. Intanto a Roma si lavora al restyling dell’altro spazio italiano situato in piazza di Spagna, che riaprirà a metà febbraio ampliato di circa 30 metri quadri, per un totale di oltre 120 metri quadri. “Entrambi i canali sono molto importanti anche in termini di redditività – puntualizza Cristofoli -. Hanno una resa che oscilla dai 15 ai 23mila euro”.
Prioritario, in questo momento, è lo sviluppo del canale wholesale, con l’ampliamento dei clienti e soprattutto con lo sviluppo di un network distinto per i due marchi, Escada e Escada Sport. “Oggi in Italia ci sono circa 160 door per entrambe, con un accavallamento di circa il 40-50% ma in futuro si punta a creare due canali distinti per accogliere l’evoluzione del prodotto Escada: la main line, con una migliore segmentazione e lo Sport con un’evoluzione nel dailywear”, preannuncia Cristofoli, che sottolinea il buon andamento della pre-fall (“Abbiamo difeso le quote di mercato”, puntualizza). Terzo step nel progetto di Cristofoli, lo sbocco in un progetto di affiliazione nel medio-breve che, nelle intenzioni, dovrebbe riguardare soprattutto la parte Sport. “Poi, nell’arco di due anni, potremo ricominciare a crescere con i negozi diretti – spiega – in modo di tornare ad avere il peso di un tempo, anche a livello di volumi”.
Ad aprile del 2009 la sede di Escada Italia si trasferirà da Roma a Milano, in via Solferino 19, negli spazi occupati un tempo dalla griffe prima dello spostamento nella capitale, quattro anni fa. “Una scelta imprescindibile, sia dal punto di vista del business che da quello dell’immagine”, conclude Cristofoli.
c.me.
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