Euratex, industriali e sindacati italiani mobilitati in difesa del tessile-abbigliamento

A partire da oggi, fino al prossimo 29 gennaio, l’European Textile and Clothing Industry (Euratex) dibatterà davanti al Parlamento europeo i temi della contraffazione e della pirateria, al fine di sensibilizzare le autorità. Un documento congiunto presentato a Bruxelles dalle associazioni Smi-Ati e dai sindacati nazionali di categoria, inoltre, affronta lo stesso tema e fissa i punti chiave a tutela del tessile-abbigliamento.
La piattaforma proposta la scorsa settimana da industriali e sindacati (Femca-Cisl, Filtea-Cgil e Uilta-Uil), nel corso di un’audizione pubblica presso il Comitato Economico Sociale Europeo, si occupa, fra l’altro, di tracciabilità di filiera, trasparenza al fine di consentire al consumatore la verifica della congruità del prezzo e l’osservanza di norme a tutela della salute dello stesso, maggiori controlli e sanzioni più pesanti per contrastare la contraffazione, sostegno a livello nazionale ed europeo per incentivare ricerca e innovazione. Altri punti salienti sono la parità di condizioni e il rispetto della clausola sociale (a garanzia della tutela di diritti sociali minimi quali, per esempio, la libertà di associazione) nel commercio internazionale, lo sviluppo sostenibile e le azioni concrete a sostegno dei territori e dei distretti, in particolare delle piccole e medie imprese.
Tornando all’ultima iniziativa di Euratex, è evidente come stia crescendo la preoccupazione nei confronti di un fenomeno, quello della pirateria e della contraffazione, in via di “modernizzazione” e diversificazione, che vede salire sempre di più i costi per contrastarne la crescita. I “falsi” del comparto moda sequestrati, denuncia la principale associazione europea di settore, sono raddoppiati dal 2001 al 2002 e il progresso più vistoso è stato realizzato nell’ambito di cinture, occhiali e borse.
e.f.
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