Fallimento Mbfg: i commissari dicono la loro

I tre commissari straordinari del Mariella Burani Fashion Group non faranno ricorso contro il fallimento e "non ritengono che dal decreto del Tribunale di Reggio Emilia, che ha convertito l'amministrazione straordinaria in fallimento, emergano rilievi negativi sull'operato commissariale".
Lo afferma una nota in relazione ad alcune indiscrezioni di stampa dei giorni scorsi. "Il mancato deposito della relazione finale - scrivono i commissari Rossella Strippoli, Francesco Ruscigno e Carmen Regina Silvestri - viene in rilievo solamente per confermare che il programma di alienazione dell'azienda non è stato conseguito nell'ambito dei limiti temporali previsti dalla legge e scaduti il 28 aprile scorso, come la nomina dei tre curatori in luogo di uno solo è stata disposta per accelerare le alienazioni, non per ricostruire l'operato dei commissari, peraltro chiarissimo ed evidente". "La relazione finale - aggiungono - sarebbe stata depositata all'esito delle trattative in corso con l'imprenditore Pierluigi Mancinelli, che aveva dichiarato esplicitamente il proprio interesse e che stava per trasmettere ai commissari la propria offerta. Il decreto invece conferma che l'amministrazione straordinaria ha completato la ricostruzione della massa debitoria e i commissari aggiungono che sono state accertate le responsabilità dei precedenti amministratori con un importante lavoro di indagine, e che la procedura si è costituita parte civile nei processi penali pendenti".
"Abbiamo fatto l'impossibile. Noi ci credevamo", dice a fashionmagazine.it Rossella Strippoli. "Il giudice ha deciso in base ai termini, che erano scaduti - ribadisce -. Non faremo ricorso per rispetto nei confronti degli attuali curatori (Giovanni Crotti, Franco Cadoppi e Maria Domenica Costetti, ndr)".
Restano però delle perplessità, quanto meno sulla scelta di Mancinelli, il cavaliere bianco individuato per il rilancio del gruppo di Cavriago e che per la prima volta viene svelato nella nota: in passato ha ricoperto ruoli manageriali in realtà come Gucci, Valextra e Malo, ma nel 2010 è stato indagato per bancarotta fraudolenta nell'ambito di un'inchiesta della Procura milanese, in quanto amministratore unico di Mood, società fallita il 18 dicembre 2008 che gestiva la licenza del marchio Romeo Gigli (vedi fashionmagazine.it del 13 gennaio 2010). "Era l'unico rimasto - dice Rossella Strippoli -. Tutti sparivano guardando i conti. Il parere ultimo comunque sarebbe stato quello del Ministero e del Comitato di Sorveglianza".
Perplessità anche tra i dipendenti del gruppo, ieri in corteo di protesta per le strade di Cavriago (vedi fashionmagazine.it di ieri) che, come riporta Il Resto del Carlino Reggio Emilia, hanno attaccato alcune iniziative, giudicate solo di facciata, come la campagna pubblicitaria con Maria Grazia Cucinotta o la creazione di creme antirughe con il nome Burani rimaste in magazzino. "Si trattava di una strategia di comunicazione. Erano pronte per l'evento di rilancio", si giustifica Strippoli.
e.f.
stats