Falsi: il punto dopo la prima Giornata Anticontraffazione

Si è parlato della messa a punto di codici etici di condotta alla giornata anti-falsi di ieri, voluta da Confindustria. "Non accettiamo nel nostro mondo chi opera nella contraffazione. Vogliamo allontanare chi partecipa a questo atto criminale", ha detto il presidente degli industriali Emma Marcegaglia al convegno di Roma.
La produzione di falsi è infatti un'economia parallela che in Italia fattura 7 miliardi di euro l'anno, sottrae al fisco 5 miliardi e fa perdere 130mila posti di lavoro, come emerge da elaborazioni del Censis che si riferiscono al 2008. La parte di ricavi relativa ad abbigliamento e accessori è la più corposa, pari al 36,7% del totale. Orologi e gioielli rappresentano un altro 7,2%, mentre l'1,6% riguarda profumi e cosmetici. La moda spicca inoltre nell'ammontare dei sequestri della Guardia di Finanza tra gennaio e maggio di quest'anno: 28 milioni di prodotti sui 48 milioni totali (fonte Gdf).
La giornata di protesta, supportata dal ministero dello Sviluppo Economico, dal dipartimento per le Politiche Comunitarie della Presidenza del Consiglio e dal ministero degli Affari Esteri, ha coinvolto più città italiane, tra le quali anche Venezia, dove la denuncia dell'associazione delle aziende dell'occhialeria Anfao ha preso forma con la distruzione, mediante una schiacciasassi, di 5mila paia di montature contraffatte insieme a vetri di Murano e scarpe (altre eccellenze del made in Italy ampiamente copiate). L'associazione dei pellettieri italiani Aimpes, per citare un'altra forma di partecipazione attiva, ha invece fatto letteralmente a pezzi, in piazza Repubblica a Firenze, una vasta quantità di borse, cinture e portafogli "taroccati".
Nella capitale, Marcegaglia ha posto l'accento sulla gravità del fenomeno e ha tratteggiato un piano che dovrebbe portare a un nuovo “atteggiamento culturale”. Il presidente di Viale dell'Astronomia ha inoltre riparlato del progetto “Stil Novo" lanciato in giugno al Business Forum di Pechino, per agevolare le imprese italiane nella distribuzione di prodotti sul mercato cinese: l'idea è quella di creare dei "contenitori", per inserirvi medi e grandi marchi (dal settore alimentare a quello dell'abbigliamento) e quindi facilitarne la distribuzione nella Repubblica Popolare.
Il ministro delle Politiche Comunitarie, Andrea Ronchi, ha sollecitato un'adeguata severità da parte delle istituzioni Ue e degli Stati membri perché “chi compra aiuta la mafia”. Il viceministro allo Sviluppo, Adolfo Urso, ha invece ricordato che in settembre comincia l'iter nel Parlamento Ue per l'obbligatorietà del “made in” sulle merci che entrano in Europa. “Poi convinceremo il consiglio ad approvarlo entro l'anno”, ha detto Urso, proponendo un Commissario europeo contro la contraffazione.
Michele Tronconi, presidente di Sistema Moda Italia e di recente cooptato nel Consiglio Direttivo di Confindustria, ha indetto una borsa di studio a chi dedicherà la tesi al problema dei falsi.
Marcegaglia, in conclusione, ha proposto una giornata su scala europea e ha chiesto la presenza del mondo imprenditoriale nell'Osservatorio comunitario sulla contraffazione.
e.f.
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