Fashion economic trends: un 2009 a -6,5%, ma i segnali positivi ci sono

"Nei primi mesi dell’anno l’economia è drammaticamente crollata ma a mio avviso ci sono segnali che fanno presagire una risalita, nell’ottica di uno scenario di crisi a U": esprimono un ottimismo cauto ma realistico le parole del presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana Mario Boselli, che presentando stmattina le novità di Milano Moda Uomo ha illustrato i nuovi fashion economic trend.
I dati statistici che ancora si fermano al primo trimestre mostrano che il 2009 si è aperto con una vera gelata: la contrazione del fatturato ha toccato il -12% rispetto ai primi tre mesi del 2008, un risultato dovuto soprattutto ai settori a monte (-23,8%), mentre per quelli valle il calo si è fermato a un -6,1%.
L’andamento della produzione realizzata in Italia ha sostanzialmente seguito, leggermente in peggio, la direzione del fatturato: -28% per i settori a monte, -8,1% per quelli a valle. Nel complesso, la flessione per l’insieme dell’industria della moda è stata del 15,5%.
Certi indicatori economici, tuttavia, dicono che qualcosa si sta muovendo, a cominciare da un lieve recupero della fiducia nei mesi di aprile e maggio, sia tra le imprese manifatturiere della Penisola, sia nell’area Euro.
Nella prima parte dell’anno, recita la nota economica elaborata su commissione della Camera, “gli elementi critici che si sono sviluppati a fine 2008 hanno dispiegato le loro conseguenze e la seconda parte del 2009 sarà positivamente influenzata dagli effetti degli interventi di politica fiscale e monetaria”. “Sulla base dei dati oggi disponibili – procede la nota – è possibile stimare una chiusura d’anno con un fatturato intorno al -6,5%, più accentuato rispetto a quella del 2008, ma non irrecuperabile”.
Inoltre, ha poi concluso Boselli sulla base di dati statistici sull’America, “se da un lato la produzione industriale è precipitata, il consumo è sceso cinque volte meno, cosa che ci fa pensare concretamente a un recupero in tempi brevi. Credo quindi che nei prossimi mesi potrebbero verificarsi eventi positivi che, ora come ora, non immaginiamo neppure”.
m.g.
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