Federorafi: la frenata prosegue nel 2008. Bene l'operazione "Abbasso i dazi"

Non inverte la rotta il trend negativo del comparto orafo-argentiero-gioielliero. L’analisi in valore delle esportazioni diffusa da Federorafi evidenzia nell’ultimo trimestre 2007 un calo del 17,7%, a cui fa da contraltare una tenuta su base annua con un lieve incremento, pari al 4,1% (la metà della media nazionale).
L’incremento tendenziale registrato, si legge nella nota dell’associazione, è però in gran parte influenzato dal forte apprezzamento della materia prima registrato nel corso dell’anno, così come confermato dalle quantità, che permangono negative sia nel quarto trimestre 2007 (-15,4%), sia nel corso dell’intero anno (-6,2%).
Le esportazioni del settore gioielleria e oreficeria nel 2007 hanno segnato un -19,9% in valore verso gli Stati Uniti (al primo posto tra i mercati di sbocco), un +25,9% verso gli Emirati Arabi Uniti (secondo) e un +14,6% verso la Svizzera, terza piazza di riferimento prima di Francia (+6,2%) e Regno Unito (+3,7%).
La prime indicazioni per il 2008 non sono incoraggianti: “I dati Istat elaborati dal Centro Studi Confindustria - commenta il presidente Antonio Zucchi - hanno evidenziato un pesante calo della produzione di oreficeria-gioielleria anche nei primi mesi di quest’anno (-33,4% marzo 2008 su marzo 2007)”. “Quindi - prosegue Zucchi - anche nel 2008 temo che proseguirà la frenata del comparto. Abbiamo di fronte un anno di sofferenza ma occorre guardare con ottimismo al futuro, anche in considerazione dei progetti e dei programmi di grande rilevanza che Federorafi sta portando avanti”.
Il riferimento è all’operazione “Abbasso i Dazi”, lanciata negli Stati Uniti con il coinvolgimento di Ice, regioni orafe come Veneto e Toscana, enti locali aretini e alcuni istituti bacari.
“Con la collaborazione degli operatori americani - continua il presidente - siamo riusciti a inserire un emendamento nella legislazione doganale statunitense e a ottenere che venga discusso nelle prossime settimane presso le commissioni competenti del Congresso del Paese. L’emendamento è volto a eliminare dal calcolo del dazio sui gioielli importati il valore della materia prima, che nei preziosi incide anche oltre il 90%. Le possibilità di successo dell’iniziativa sono ancora di poco inferiori al 50%, ma il traguardo finora raggiunto mi rende fiducioso sull’esito finale”.
m.g.
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