Ferré: i commissari insistono nel chiedere il sequestro del marchio

Nuove nubi sul futuro della Gianfranco Ferré targata Paris Group: dopo la denuncia, da parte dei sindacati, dell'intenzione di chiudere lo stabilimento Itc di Bologna (notizia smentita dalla proprietà attraverso i suoi legali), ora entrano in gioco i commissari straordinari che hanno chiesto al tribunale di Isernia di anticipare a venerdì l'udienza per il sequestro del marchio.
A spingere gli incaricati del ministero a questo passo, oltre al timore di un trasferimento all'estero della società, anche il mancato arrivo di una lettera da parte di Deloitte, attesa per il mese scorso, che doveva certificare l'avvenuto pagamento dei crediti pregressi per circa 13 milioni di euro. In realtà a quanto si apprende, a oggi molti dei fornitori non sono ancora stati pagati e voci sempre più insistenti parlano di una possibile chiusura delle boutique di Milano, a causa di un mancato rinnovo d'affitto in scadenza in estate.
Intanto - sempre nel capoluogo lombardo - è di pochi mesi fa la chiusura della spa aperta in joint venture dalla griffe con Angelo Caroli. Ormai la vetrina meneghina è l'ultimo baluardo di Ferrè in Italia, visto che negli ultimi mesi hanno cessato l'attività oltre al punto vendita in via della Spiga anche quelli di Roma in via Borgognona e di Firenze in via della Vigna Nuova.
Quanto all'ipotesi dello stop all'Itc Paris Group ribadisce la volontà di ricorrere alla cassa integrazione - peraltro già concessa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell'aprile 2011 e prevista dagli accordi sindacali in essere, ma di voler mantenere i livelli occupazionali attuali e di garantire la continuità aziendale nell'ambito degli accordi intervenuti in sede ministeriale.
an.bi.
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