Filatura italiana: prosegue il trend favorevole

Rallenta la crescita, l'industria della filatura italiana, ma mantiene ampiamente un tasso a cifra doppia nelle analisi di Smi che si riferiscono al 2011. Il fatturato si attesta, infatti, a 3,48 miliardi di euro, in aumento del 16% rispetto al 2010, anno in cui il settore aveva realizzato un +22,5%, dopo un biennio con segno meno.
L'export, come rileva l'analisi di Sistema Moda Italia elaborata in occasione di Pitti Filati, ha raggiunto i 982 milioni di euro, in progresso dell'11,2% rispetto allo scorso anno (+21,1% nel 2010) ma anche l'import ha frenato, pur conservando un ritmo sostenuto: +23,9% a 1,08 miliardi (dal +43,7% precedente), che riflette i rincari record di lana e cotone. Il saldo commerciale del comparto diventa per la prima volta negativo per 107 milioni di euro.
Tra i filati più dinamici all'estero quelli in cotone (+22,9%), seguiti da quelli per aguglieria (+19,9%) e dai cardati in lana (+18,4%). La parte più corposa dell'export, i fili pettinati di lana, sono invece saliti del 15% a 223 milioni di euro, grazie al +26,8% messo a segno in Europa, mentre si arresta la crescita in Cina (+1,9%), dopo il mini-boom del 2009 e Hong Kong riduce gli acquisti (-4,3%).
Il valore della produzione italiana, stimata al netto della commercializzazione di filati importati, si attesta a 1,97 miliardi di euro, in aumento soltanto dell'1,6% dal +22,4% di 12 mesi prima.
e.f.
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