Filatura italiana: un 2009 da dimenticare

Un’ulteriore pesante contrazione per la filatura italiana nell’anno appena concluso: dai dati preconsuntivi elaborati dal Centro Studi di Sistema Moda Italia (Smi) emergono cali a doppia cifra per fatturato ed esportazioni. In leggero miglioramento, invece, il saldo commerciale del settore.
Secondo queste prime stime, diffuse in occasione del salone fiorentino Pitti Immagine Filati al via domani (vedi altra news di oggi), nel 2009 il turnover del settore dovrebbe attestarsi a 2,4 miliardi di euro, in diminuzione del 17,6% sul 2008, mentre ci si aspetta che il valore della produzione realizzata nel nostro Paese scenda del 21,4% a 1,53 miliardi. Per il giro d’affari estero si prevede una flessione su base annua del 18,9% a 709 milioni di euro, per l’import invece un arretramento del 23,9% a 618 milioni: a fronte di tali dinamiche, la prospettiva è che il saldo commerciale raggiunga 91 milioni di euro, dai 62 milioni di un anno prima (nel 2005 l’avanzo era di 398 milioni).
Nel dettaglio del periodo gennaio-settembre, si nota un calo generalizzato dell’export, dai filati cardati di lana (-9,2%), a quelli di cotone (-25%), fino a quelli per aguglieria (-49,2%). Sul versante import, invece, si registrano performance negative a eccezione del filo misto chimico-lana, in progresso del 13,5% sull’analogo periodo del 2008.
Osservando da diversi punti di vista l’industria tessile della Penisola, riporta una nota di Smi, “si avverte che il peggio è stato lasciato alle spalle e che l’intensità della caduta ha rallentato sul finire del 2009. Al di là dei benefici di cui le imprese potranno fruire con il rilancio della domanda mondiale sul fronte dell’export, la ripresa di quella intra-filiera, ancora in stand by, risulta particolarmente significativa per le sorti della filatura italiana”.
d.p.
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