Fin.part: Facchini patteggia per l’accusa di insider trading

Gianluigi Facchini, ex presidente della holding della moda Fin.part, ha patteggiato una condanna a tre mesi di reclusione e una multa di 12 mila euro. L’accusa della procura di Milano: insider trading e manipolazione di mercato. Lo riportano alcune agenzie e la carta stampata specializzata.
In particolare, la pena detentiva di tre mesi è stata interamente convertita in una pena pecuniaria pari a 3.420 euro, cha vanno ad aggiungersi a una multa di 12mila euro.
Si chiude così il processo avviato dalla procura milanese a seguito della denuncia del collegio sindacale del 2002, relativa all’acquisto di azioni e warrant propri.
Facchini, che all’epoca era anche azionista di riferimento della società, sarebbe stato in possesso di informazioni privilegiate derivatni dalle sue cariche (oltre alla presidenza del cda di Fin.part, anche le analoghe posizioni nelle controllate Pepper Industries e Frette), in base alle quali avrebbe venduto warrant connessi al prestito obbligazionario Fin.part 1998-2005. Con queste operazioni avrebbe realizzato profitti per circa 750 mila euro.
Come spiega oggi Il Sole 24 Ore, un primo capitolo si chiude per Facchini, ma resta in pendenza l’accusa di aggiottaggio - reato compiuto da chi diffonde notizie false, per alterare a proprio vantaggio l’andamento di un titolo - per il quale è indagato insieme a un altro ex presidente di Fin.part, Ubaldo Livolsi.
Proseguono, nel frattempo, le udienze con i creditori della holding dichiarata fallita dallo scorso 26 ottobre, la più imminente delle quali è in agenda per il prossimo 8 aprile.
e.f.
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