Fin.part diventa un "gestore" di marchi

Fin.part cambia "mestiere" e da holding industriale e commerciale si trasforma in un "gestore" di marchi. Il nuovo piano, approvato dal Cda per rilanciare il gruppo, prevede, infatti, la concessione in licenza d’uso dei brand a operatori specializzati e la cessione dei rami di azienda e delle attività inerenti la gestione operativa dei marchi. In programma per la holding, ora guidata da Gianni Mazzola, anche il riacquisto per 28 milioni di euro del 75% di Moncler.
L'attuazione del nuovo piano comporterà dunque una completa riorganizzazione operativa del gruppo, nell’ambito della quale Fin.part manterrà, però, la proprietà dei brand e si occuperà anche della loro gestione. Ciò comporterà anche una razionalizzazione e dismissione di tutte quelle attività non considerate strategiche, consentendo così di usufruire di un flusso costante di reddito nel lungo periodo generato dalle royalties, con il conseguimento di un margine operativo lordo medio annuo di circa 33 milioni di euro. Secondo quanto dichiarato dal gruppo, la nuova amministrazione non richiederà significativi investimenti, salvo l’eventuale riacquisizione nel corso del primo esercizio del 75% di Moncler ceduto lo scorso anno, né tantomeno rilevanti assorbimenti di cassa per la gestione del capitale circolante netto.
Intanto, in previsione anche della scadenza del bond Cerruti, il Cda ha affidato a Franco Tatò & Partners l’incarico di individuare le modalità operative per l’implementazione finanziaria del piano strategico operativo del gruppo, che ha chiuso il primo trimestre 2004 con ricavi netti consolidati per 99 milioni di euro, 15,4 milioni di euro in meno rispetto allo scorso anno. A eccezione del casualwear (Gruppo Pepper) che ha segnato un incremento di fatturato del 7,4%, le altre divisioni hanno registrato cali nelle vendite legati probabilmente alla crisi finanziaria che ha consentito solo una parziale evasione degli ordini raccolti. A livello di bottom line, il risultato ante imposte è negativo per 11,5 milioni di euro, a fronte di un utile di 5, 1 milioni di euro del precedente esercizio dovuto all'entrata di proventi straordinari per 17,8 milioni di euro, connessi principalmente alla cessione del marchio Moncler.
v.s.
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