Fingen Apparel: rilancia il bimbo con una divisione ad hoc

All’interno di una realtà in evoluzione come il gruppo toscano Fingen Apparel (cui fanno capo le licenze Calvin Klein Jeans e Guess Jeans, oltre al marchio di proprietà Cotton Belt) nasce un polo specificamente dedicato alla moda bimbo. Obiettivi: un’identità più forte per Calvin Klein Jeans e il rilancio di Cotton Belt, linea ripresa dalla Valtib. In vista l'acquisizione di altre licenze in taglie mini.
"Obiettivo della divisione Kids – spiega Pier Paolo Savorelli, coordinatore di questo nuovo progetto che risponde direttamente all’a.d. Antonio Arcaro – è dare più grinta a marchi che comunque partono da una personalità forte".
Per quanto riguarda Calvin Klein Jeans in piccole taglie (per la fascia 6-16 anni, ma non si esclude una prossima estensione delle proposte al baby), l’intenzione è rendere questa linea sempre più connotata rispetto alle proposte per l’adulto.
"Per questo abbiamo arruolato due uomini prodotto – continua Savorelli - Giorgio Di Marco che si occupa della parte al maschile e Sonia Beconcini che segue quella al femminile, all’interno di uno staff rinnovato e caratterizzato da un’approfondita cultura maturata nel mondo del denim".
Per toccare con mano il new deal di Calvin Klein Jeans versione under-16, al via con la primavera-estate 2004, basta visitare lo stand a Pitti Immagine Bimbo di giugno. "Rientriamo in Fortezza dopo anni di assenza – dice Savorelli – con uno spazio al Padiglione Cavaniglia, a fianco del quale si troverà quello di Cotton Belt".
Se la divisione Kids di Fingen Apparel segue Calvin Klein Jeans per l’Europa e l’Asia (attualmente sono 350 i clienti della linea in Italia, più altri 250 oltrefrontiera), per quanto riguarda Cotton Belt ci si concentra sul nostro Paese. "Abbiamo ripreso il marchio dalla Valtib che lo realizzava su licenza – sottolinea il manager – con l’idea di riportare il gusto Cotton Belt alle radici, dopo un periodo di allontanamento dallo stile originario". Si punta dunque sul colore e su un impatto "easy", destinato a un segmento di prezzi più basso rispetto a quello di Calvin Klein Jeans.
"In questo caso i negozi di riferimento, tutti italiani, sono più o meno 250", afferma Savorelli.
A proposito di distribuzione, per entrambe le collezioni sono in cantiere progetti significativi. "Rafforzare la presenza nei multimarca più evoluti ma anche, soprattutto con riferimento a Calvin Klein Jeans, andare alla ricerca di formule diverse: per esempio l’allestimento di corner nelle boutique per l’adulto".
"In futuro – conclude Savorelli – vorremmo anche creare shop in franchising in grado di rispecchiare il nostro mondo, accogliendo Calvin Klein Jeans, Cotton Belt e le ulteriori licenze che già stiamo concludendo e di cui per ora non posso dire di più. Ma non si tratta di un’ipotesi a breve termine".
a.b.
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