Firmato l'accordo quadro di settore tra Governo e Centro di Firenze per la Moda Italiana

Compiere un importante passo avanti nella politica di promozione e sostegno al nostro sistema del tessile-abbigliamento: questo l'obiettivo che ha guidato la firma dell'accordo quadro di settore per l'internazionalizzazione delle imprese della moda, sottoscritto oggi a Firenze dal vice ministro dello Sviluppo Economico Adolfo Urso e dal presidente del Centro di Firenze per la Moda Italiana (Cfmi) Alberto Pecci.
La novità dell'intesa, di validità biennale, sta nel fatto che il Governo ha scelto per la prima volta come interlocutore una singola realtà promotrice e organizzatrice di fiere. “Un riconoscimento per Cfmi – ha detto Alberto Pecci – una holding-pubblico privata (a cui fanno capo tra gli altri Pitti Immagine ed Ente Moda Italia, ndr), che potrà dialogare in modo diretto con il ministero per lo Sviluppo Economico in vista delle varie azioni promozionali”. Tra le iniziative del Centro di Firenze per la Moda Italiana, attraverso le società controllate Pitti Immagine ed Ente Moda Italia, figurano partecipazioni a fiere di moda nel mondo, attività di supporto sui media stranieri e l'istituzione dei "Pitti Desk" presso le 120 sedi Ice.
“Partire da una realtà locale come il Cfmi, attiva in Italia ma anche oltreconfine – ha dichiarato Adolfo Urso – è un segnale che sottolinea l'importanza delle sue iniziative e dei suoi operatori: si tratta di uno strumento indispensabile per fare sistema e creare una giusta sinergia".
La valenza strategica di questo documento "si inserisce nel più ampio quadro che l'Esecutivo sta portando avanti per sostenere il made in Italy tramite quattro azioni precise - ha aggiunto -. La cassa integrazione a tutela della piccola e media impresa; le azioni di comunicazione sui prodotti e i marchi del nostro Paese nei principali mercati stranieri; i finanziamenti a sostegno di innovazione e qualità; la definizione di regole commerciali internazionali, con la recente approvazione da parte del Parlamento italiano della 'legge bandiera' sull'obbligatorietà dell'etichettatura". Un provvedimento che, come ha ribadito Urso, "rappresenta il primo passo, politico ma anche di principio, di una trattativa che si sposterà sui banchi del Parlamento Europeo e sul tavolo del Consiglio degli Stati".
L'accordo di settore, stabiliti gli obiettivi comuni di promozione tra ministero e Cfmi, fissa le linee di indirizzo dei finanziamenti che il Governo (attraverso fondi promozionali Ice ed eventuali altre risorse disponibili) e l'ente fiorentino erogheranno in misura paritaria per la realizzazione dei progetti. Il cofinanziamento pubblico potrà raggiungere una quota massima del 50% della spesa; tuttavia, il documento non esclude per le parti coinvolte la possibilità di adesione di altri soggetti pubblici, purché “professionalmente qualificati in materia di internazionalizzazione”.
l.a.
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