Franchising in Italia: un 2004 in crescita, trainata anche dalla moda

Sono tutti con segno positivo - in controtendenza con il settore della distribuzione nel suo complesso - i numeri della distribuzione in franchising in Italia, mentre la moda in senso lato continua a occupare un ruolo di rilievo, seconda soltanto al comparto dei servizi. Lo evidenzia il Rapporto sullo stato del franchising in Italia, presentato oggi a Milano da Assofranchising.
L’indagine, elaborata per l’associazione dalla società milanese di consulenza Quadrante, rileva che il numero delle aziende franchisor nel nostro Paese è salito del 6,5% a quota 708 nel 2004. “Di questo totale, il 24,2% riguarda gli articoli per la persona, categoria entro la quale hanno un peso prevalente tutti i principali settori della moda, dall’abbigliamento femminile al childrenswear, fino all’intimo e agli occhiali”, ha commentato Giuseppe Bonani, presidente di Assofranchising dal 1980 al 1990 e oggi alla guida di Quadrante. Il fashion system pesa anche sul numero degli affiliati, che lo scorso anno è aumentato a 44.426 unità (+6%), soprattutto grazie agli articoli per la casa (+21,4%) e per la persona (+11,9%). Come ha evidenziato Bonani, in quest’ultimo ambito si è messo in evidenza per il dinamismo il settore dell’underwear. L’abbigliamento, insieme ad altri settori, ha accelerato molto al Sud, grazie anche alle attività di finanziamento messe in opera da Sviluppo Italia, l’Agenzia per lo sviluppo economico di aziende e imprese sul territorio nazionale.
Il fatturato annuale prodotto dalla distribuzione in affiliazione ha toccato i 17 miliardi di euro, con un rialzo del 9,8%. Positivo anche il trend occupazionale: il mondo del franchising italiano vanta circa 7.900 addetti, con un progresso del 7,2% e un +16,7%alla voce “articoli per la persona”.
A commento dei risultati, il presidente di Assofranchising - Graziano Fiorelli - ha rilevato che rispetto ad altre realtà economiche (Stati Uniti in primis) il settore in Italia ha ancora un lungo cammino davanti e molte occasioni per progredire ulteriormente: è una chance in più per i piccoli commercianti che, aderendo a una rete in affiliazione, possono restare sul mercato ed è anche un modo per creare nuova occupazione, come dimostrano i dati resi noti oggi. “In base ai segnali ricevuti nei primi mesi, il 2005 non sembra peggiore rispetto agli ultimi anni - ha aggiunto Fiorelli -. I numeri a livello di distribuzione non dovrebbero subire notevoli scostamenti rispetto alle cifre del 2004, anche se la flessione dei consumi in atto lascia presagire un calo del giro d’affari”.
e.f.
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