Francia: al via una campagna anti-contraffazione

Cinque milioni di euro è il budget che il Ministero dell’industria francese metterà a disposizione di una campagna destinata a combattere la contraffazione, che dovrebbe partire a fine anno.
L’iniziativa è stata illustrata dal ministro dell’industria Patrick Devedjian durante il decimo Forum sulla proprietà intellettuale in Francia, organizzato a Parigi dall’Union des fabricants con i rappresentanti di tutti i settori coinvolti: dall’abbigliamento agli accessori moda, dalla telefonia portatile all’orologeria, dalla profumeria all’alimentare. In Francia, la polizia doganale ha bloccato nel 2004 3,5 milioni di articoli, un volume in crescita del 76% rispetto all’anno precedente.
La constatazione è amara: grazie alla globalizzazione e alle nuove tecnologie, la falsificazione di prodotti che godono del copyright si è diversificata, massificata, industrializzata e criminalizzata. Fra i principali responsabili, le vendite via Internet. La contraffazione rappresenta del resto il 10% del commercio mondiale, contro il 5% nel 2000.
Nonostante gli sforzi impiegati negli ultimi anni per arginare il fenomeno, manca una vera concertazione politica tra gli stati, non c’è benchmark né coordinamento sistematico nelle iniziative di sensibilizzazione e, nonostante l’eco mediatica del fenomeno, non esiste un lavoro approfondito di sensibilizzazione sull’opinione pubblica. Per questo, i partecipanti al forum parigino hanno insistito sulla necessità di far capire al consumatore che non è solo vittima, ma anche complice di un sistema che ha un risvolto negativo sull’intera società, quando acquista capi o accessori contraffatti. Non si tratta, infatti, di una pura e semplice politica di difesa di un marchio, ma è l’intero equilibrio economico di un Paese a essere colpito dal problema.
Anche perché una delle conseguenze è l’incremento del lavoro illegale e dell’immigrazione clandestina, cui si aggiunge il finanziamento della criminalità organizzata.
È quindi a livello europeo che dovrebbe essere lanciata una ricerca di fondi per realizzare un sondaggio di opinione, in grado di monitorare le motivazioni che spingono i consumatori a comprare dei prodotti falsificati. Intanto si studia la preparazione di una campagna stampa e affissioni in Francia, con uno slogan forte che potrebbe adattarsi anche ad altre capitali europee. Un ulteriore progetto è la creazione di un sito Internet dotato, tra l’altro, di spazi ludici per colpire l’attenzione di un pubblico giovane. L’Union des fabricants organizzerà l’11 aprile a Pechino e il 13 a Seoul un seminario aperto ad autorità e aziende.
g.g.
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