Frena la corsa del lusso in Russia

Crisi finanziaria e segnali di rallentamento nei consumi dei luxury good stanno portando grandi retailer russi a rivedere i loro piani di acquisto ed espansione distributiva. A farne le spese anche importanti realtà del made in Italy.
Secondo quanto pubblicato dal Kommersant Daily e ripreso in una nota dell’Ice, il calo della propensione all’acquisto dei consumatori riguarderebbe tutti i settori dei beni di lusso, dall’apparel top di gamma alle auto, fino alla lingerie. La rete di negozi d’abbigliamento intimo di fascia alta Dikhaya Orkhideya (che vende marchi come Alberta Ferretti, Gianfranco Ferré e Blumarine) e le boutique Podium intenderebbero diminuire del 30% i loro ordini di nuove collezioni, mentre Mercury si starebbe già adeguando al calo di domanda di Bentley e di alcuni modelli di Ferrari.
“La caduta delle vendite non è poi così drammatica”, ha dichiarato Eduard Kirschenko, comproprietario del gruppo Podium, confermando però un taglio agli ordinativi del 30-40%. I rappresentanti delle più importanti trading company russe che trattano beni di lusso - fra questi Mercury, Bosco dei Ciliegi e Crocus International - stanno registrando una minore crescita delle vendite e, come risultato, incrementano gli sconti.
Per l’agenzia Fashion Consulting Group, il segmento dei luxury good costituisce il 15% del mercato degli accessori e dell’abbigliamento (stimato intorno ai 38-45 miliardi di dollari) e ha messo a segno una crescita del 10-15% annuo fino al 2007. “La riduzione della domanda è inevitabile” ha dichiarato il direttore Anna Lebsak-Kleimans.
La società di consulenza Bain & Co ha previsto in Russia, nella migliore delle ipotesi, un incremento generale del comparto del 2-3% nel 2009, mentre in Europa, in Giappone e negli Usa i ricavi delle griffe internazionali potrebbero subire un calo del 7%. Dopo il prossimo anno, comunque, il settore dovrebbe tornare a crescere grazie alla stessa Russia, alla Cina e all’India.
d.p.
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