French Connection: utili in discesa libera per il brand britannico

Nel 2005 l'utile netto della Casa britannica French Connection è sceso del 57%, a quota 10 milioni di sterline contro i 23 del 2004. In calo del 7% il fatturato, pari a 246,3 milioni di sterline.
Le vendite europee si sono attestate sui 113 milioni di sterline, in avanzata del 2% ma in arretramento del 5% su base like-for-like. Sul versante wholesale, il business si è ridotto del 25,6%, per un valore di 75,4 milioni di sterline. Il chairman di French Connection, Stephen Marks, ha commentato questi risultati sottolineando che, dopo un inverno 2005 complessivamente non sfavorevole, anche gli ordini per l'estate 2006 lasciano sperare in un'inversione di rotta, seppure lenta, con una spina nel fianco rappresentata dal Vecchio Continente: un'area dove gli ordini wholesale continuano a essere sotto del 25% rispetto alla primavera di un anno fa. Non va molto meglio negli Stati Uniti, dove nel 2005 le vendite like-for-like hanno incassato il colpo di un -10%, un'impasse controbilanciata dal +24,2% sul versante wholesale.
Le speranze del management si concentrano sull'Asia, dove attraverso joint-venture a Hong Kong, in Cina e in Giappone la Casa inglese gestisce 30 store. Fra i brand del gruppo regge Nicole Farhi che, a detta dei portavoce di French Connection, sta ottenendo buone performance.
fi
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