Fuga di insegne da corso di Porta Ticinese. Fra gli ultimi fuorusciti Diesel, Gas e Anna Fabiano

L'esodo continua. Fra gli ultimi a chiudere la saracinesca sono stati i monobrand Diesel e Gas e, dopo 20 anni di attività, la boutique Anna Fabiano. Afflitto da una movida notturna rumorosa e indisciplinata, corso di Porta Ticinese vive una stagione difficile. E rischia di perdere la scommessa che lo voleva proiettare nell'empireo delle vie trendy del luxury youngwear.
Fino a qualche anno fa, aprire un negozio di moda giovane in questa storica arteria cittadina era un must. C'è stato anche chi, come Diesel, per un periodo ne ha avuti ben tre. Oggi il brand del mohicano conserva ancora il negozio 55Dsl, rivolto a un target molto giovane, che probabilmente rappresenta ancora una fascia di clientela appetibile in questa zona. Non a caso, hanno aperto di recente nomi come Virtus Palestre, Ruco-Line e Lacoste L!ve e restano Guru, Stüssy, Franklin & Marshall, NeroGiardini, Puma, Custo Barcelona, Adidas, Fornarina, Deha, Vans. Ma non è facile sopravvivere ai vandalismi della "fauna notturna".
Molti infatti, in primis le griffe più note, hanno scelto di andarsene. Nel tempo gli abitanti della strada hanno detto addio a insegne di spicco importanti come Armani Jeans, Richmond, Marithé&François Girbaud. Una fuga cui ha fatto da contraltare quella di locali storici come l'osteria dell'Operetta, oggi soppiantata da un ristorante giapponese gestito da cinesi. Di cinesi ne sono arrivati anche altri, d'altra parte a loro non manca il contante per lanciarsi in avventure commerciali. Ma il problema più sentito dagli abitanti è quello delle rivendite di food & beverage, che alimentano una movida rumorosa e, spesso, pericolosa. "Dopo la chiusura notturna del parco delle Basiliche, nel 1988-89 - racconta a fashionmagazine.it Michelangelo Brambillasca del comitato di via La Cittadella - il quartiere ha vissuto fino al 2004/2005 un periodo d'oro, in cui sono cominciate le aperture di numerose boutique di marchi di punta. Poi, con l'avvento della liberalizzazione delle licenze, la giunta comunale ha concesso licenze senza alcun contingentamento, con quello che ne consegue a livello di ordine pubblico e rumori fino ai 77 decibel, fra urla e schiamazzi".
Per Brambillasca le colpe di una simile situazione vanno ricercate esclusivamente nella cattiva gestione da parte dell'amministrazione. "Bisognerebbe contingentare i locali, curare l'aspetto della sicurezza, controllare la zona con presidi di polizia stabili e volanti di corvée, dalla mezzanotte in avanti - sono gli antidoti proposti dall'esponente de La Cittadella -. Inoltre occorrerebbe imporre la chiusura dei locali entro la mezzanotte nei giorni feriali e entro l'una in quelli festivi e, per finire, si dovrebbe chiudere la piazza antistante la Basilica, per proteggere le Colonne di San Lorenzo, che sono fra le poche vestigia della Milano più antica visibili in città". Insomma, niente di più distante dalla proposta recente dell'assessore alla Cultura, Stefano Boeri, schieratosi a favore della riapertura di piazza Vetra e del parco alla vita urbana.
Per l'immobiliarista Antonella Mastrototaro - alla guida di 18 Montenapoleone, che nel 2003/2004 ha dato vita al fenomeno fashion di corso di Porta Ticinese, quando era a capo di FIM-Fabbrica Italiana di Mediazione - le responsabilità sono anche delle aziende che hanno aperto sul corso: "Non hanno saputo creare un'adeguata sinergia con le realtà del luogo. Non hanno promosso eventi, né iniziative - spiega -. Inoltre la via non è stata rivitalizzata come ci si aspettava. Ed ecco che le cose non sono andate per il verso giusto".
c.me.
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