Gennaio: abbigliamento in ascesa, ma la moda non "accende" il consumatore americano

Come evidenzia una nota dell’Ice, le vendite di abbigliamento negli Usa relative al mese di gennaio hanno fatto registrare dati ancora in crescita per quanto riguarda il dettaglio (+3,6%), con punte in alcuni department store come Neiman Marcus (+12,2%) e Nordstrom (+8,8%), che continuano a indicare negli articoli di lusso i protagonisti della stagione.
A questo proposito la società di ricerche e analisi Npd ha segnalato che nel 2004 le vendite al consumo di abbigliamento sono salite del 4% rispetto al 2003, toccando quota 172,8 miliardi di dollari, ma al di sotto del record del 2000 (175,7 miliardi di dollari). In base a quanto riportano il centro ricerche e il Wall Street Journal, i consumatori americani sarebbero sempre meno affascinati dalla moda e più coinvolti da settori come la casa, l’arredamento, il food, il vino e i cosmetici. "L’abbigliamento resta ancora al centro di ogni modello di consumo per chi è interessato a ben apparire, ma ora questo concetto si estende sempre più verso altre merceologie e settori come l’iPod e, in genere, l’hi-tech", spiega il presidente di Saks Fifth Avenue, Brad Martin.
Altri aspetti messi in luce dal Wall Street Journal sono che l’abbigliamento alto di gamma venduto negli Stati Uniti rappresenta una percentuale ancora molto ridotta (1 miliardo di dollari, ossia lo 0,6% del totale) rispetto ai 173 miliardi di dollari complessivamente venduti in questo territorio e che il mercato dell’abbigliamento ha raggiunto un punto di saturazione. Una situazione, conclude il quotidiano, che deve spingere i principali produttori a rivedere in tempi brevi le strategie di marketing su tale mercato.
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