Geox: la crescita sostenuta del 2003 dovrebbe proseguire anche nel 2004

Con un +41% di fatturato netto (a quota 254,1 milioni di euro) e un utile netto in salita del 58% a 30,7 milioni di euro, la "scarpa che respira" ha chiuso il bilancio consolidato 2003 con risultati di tutto rispetto, soprattutto se si considera la congiuntura di mercato, che non ha certo risparmiato il settore della calzatura. Nel 2004 il trend dovrebbe proseguire con gli stessi tassi medi di sviluppo. Gli altri parametri del bilancio 2003 indicano un Ebitda in crescita del 61% - da 31,2 a 50,3 milioni di euro - e un Ebit in progressione del 62%, da 24 a 38,9 milioni di euro. L’indebitamento finanziario passa dai 41,5 milioni di euro dell’esercizio precedente ai 44,5 di quello attuale.
Oltre il 96% del fatturato è stato realizzato grazie alle calzature; 6,6 milioni sono state le paia vendute nel 2003 contro i 4,7 milioni del 2003.
Quanto alle aree geografiche di distribuzione, il 63% del giro d’affari è stato sviluppato in Italia, il 30% nel resto d’Europa e il 5% in Nord America. Tuttavia le strategie dell’azienda di Montebelluna (Tv) dovrebbero portare nel 2004 a un deciso incremento della componente di fatturato realizzata oltre Europa. Nei primi mesi dell’anno Geox ha operato, infatti, una politica di aperture di punti vendita “bandiera” nel mondo, che prelude a una più marcata presenza nel mercato Usa, a Hong Kong e in Giappone.
La società stima che a fine 2004 il numero di Geox Shop salirà a circa 270, di cui un centinaio all’estero. Senza contare la presenza in diversi Paesi del mondo grazie a contratti di licenza, i cui fatturati - che ammontano a 40 milioni di euro circa - non si riflettono nei risultati del gruppo.
Sulle proiezioni per l’anno in corso, Mario Moretti Polegato, presidente del gruppo Geox, ha dichiarato: “Siamo fiduciosi nella capacità di Geox di proseguire nella crescita a livello internazionale, con gli stessi tassi medi di sviluppo realizzati negli ultimi anni”.
e.a.
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