Gherardini si espande in Cina e pensa all’abbigliamento

Gherardini, maison degli accessori controllata da Braccialini, incrementa la propria presenza in Estremo Oriente puntando sulla Cina e amplia il network licenze. In attesa di debuttare nel segmento abbigliamento.
La penetrazione nel vasto territorio cinese è stata programmata attraverso un accordo stipulato con un gruppo locale, che prevede 23 aperture nel giro di cinque anni. Il primo step ha coinciso con la “première” a Pechino, avvenuta lo scorso dicembre con un monomarca situato presso il Cuiwei Plaza. In aprile toccherà invece a Shanghai tenere a battesimo altri due negozi, rispettivamente all’Hong Kong Plaza e nello shopping mall Time Square.
Inoltre, con l’obiettivo di sfruttare la propria notorietà sul mercato giapponese (Gherardini possiede in loco tre boutique e 45 corner) per espandersi in tutto il Far East, la griffe fiorentina inaugurerà presto un corner all’interno del department store Lotte Duty Free di Seul, in Corea del Sud.
Nel complesso la label punta a raggiungere quota 12 flagship store a livello internazionale entro l’anno, come precisa Lorenzo Braccialini, a.d. di Dadorosa, la società (controllata da Braccialini) che gestisce Gherardini.
Parallelamente, la casa di moda prosegue nel rafforzamento del portafoglio licenze. Dopo l’alleanza stretta con Rainbow per la produzione di ombrelli, l’autunno-inverno 2010/2011 sancisce l’avvio della partnership con Canepa, che si occuperà a livello worldwide di foulard, sciarpe e cravatte. Più ambizioso il progetto che porta la deadline dell’autunno-inverno 2011/2012: Gherardini ha infatti intenzione di debuttare nel segmento abbigliamento.
Oltre che per le numerose iniziative in cantiere, il 2010 rappresenta una tappa saliente anche per il numero delle candeline sulla torta: 125. Un traguardo che Gherardini festeggerà con tre linee dedicate e una monografia edita da Mondadori Electa, la cui presentazione è fissata per il prossimo autunno.
a.t.
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