Giacomelli Sport fa il punto della situazione

Nomine ai vertici per Giacomelli Sport, Longoni Sport e Natura & Sport, in vista della convocazione dei nuovi consigli questa sera, per approvare le domande di amministrazione controllata. Sempre in serata, l’esame del piano industriale da parte del cda del gruppo. La vicenda della società riminese in gravi difficoltà finanziarie è in svolgimento, fra rumor e note di stampa.
Da parecchi giorni la comunità finanziaria attende risposte da Giacomelli Sport Group, il cui titolo quotato a Piazza Affari è sospeso dalle contrattazioni dallo scorso 29 maggio (l’ultimo prezzo battuto è stato di 0,44 euro per azione), mentre Consob e Borsa Italiana cercano di fare chiarezza sul caso.
In quest’ottica il gruppo romagnolo ha appena comunicato che ieri le assemblee totalitarie delle società Giacomelli Sport Spa, Longoni Sport Spa e Natura & Sport Srl, dopo avere preso atto delle dimissioni presentate dai consiglieri in carica Gabriella Spada e Stefano Pozzobon, hanno provveduto alla nomina dei nuovi consiglieri: si tratta di Maurizio Dorigo, Domenico Libri e Mario Spada. Dorigo, inoltre, è stato nominato in ogni società presidente del cda.
Stasera i nuovi consigli esamineranno la presentazione delle domande di amministrazione controllata per le tre società del gruppo, preparate con l’assistenza dello Studio Gnudi & Associati, in coerenza con il piano di risanamento finanziario predisposto insieme all’advisor Caretti & Associati (vedi fashionmagazine.it del 30 maggio). Sempre in serata, il cda di Giacomelli Sport Group Spa è convocato per l’esame del piano industriale in fase di ultimazione.
Il ripianamento dei debiti pregressi previsto dal programma di risanamento (vedi fashionmagazine.it di oggi) avverrà, fra l’altro, attingendo ai flussi finanziari generati dalle gestione, con il riscadenziamento di parte dei debiti, la cessione di alcune attività e un aumento di capitale. Possibile, inoltre, la rinegoziazione dei termini del prestito obbligazionario dal valore nominale di 100 milioni di euro, avente scadenza al 7 marzo 2007.
A proposito di questo bond, emesso dalla controllata lussemburghese Giacomelli Sport Finance Sa e secondo alcune voci per lo più in mano a investitori istituzionali, oggi la società fa sapere che sono state prestate garanzie fideiussorie. Viene inoltre precisato che, in base al regolamento del prestito obbligazionario il fatto che l’emittente, il garante Giacomelli Sport Group Spa o una “Material Subsidiary” sia insolvente o dichiarata fallita (ovvero proponga o stipuli concordati relativamente a tutti i propri debiti o a una loro parte sostanziale, o sia assoggettata a procedure concorsuali) costituisce un “event of default”. A ciò consegue l’esigibilità immediata dell’importo notificato da qualunque obbligazionista al Fiscal Agent (Bnp Paribas Luxemburg), per il capitale e gli interessi maturati.
A questo proposito va precisato che una Material Subsidiary è per definizione una controllata del garante, i cui ricavi netti o le cui attività nette rappresentano non meno del 10% dei ricavi netti consolidati o delle attività nette consolidate del garante stesso e delle sue controllate. In alternativa, può essere una controllata del garante cui una Material Subsidiary abbia ceduto tutta la propria azienda, cessando così di essere una Material Subsidiary.
Quanto alle diverse manifestazioni di interesse verso la partecipazione, a vario titolo, al rifinanziamento della società (vedi fashionmagazine del 6 giugno), Giacomelli Sport precisa che le stesse non si sono ancora tradotte in intese definitive.
In fatto di istanze di fallimento, nei giorni scorsi date per certe dalla carta stampata finanziaria ma non confermate dal gruppo, Giacomelli Sport ha ammesso che una è pervenuta nei confronti della Giacomelli Sport Group Spa, mentre altre cinque riguardano la controllata Longoni Sport Spa. Tutte sono a opera di creditori e sono state presentate al Tribunale di Rimini: le società debitrici sono state convocate all’udienza del 19 giugno prossimo.
Non si tratta di una definitiva rottura con i fornitori, precisa il comunicato, sebbene in alcuni casi si sia verificata la cessazione delle forniture. Attualmente la continuazione dei rapporti commerciali con la società è strettamente connessa con il superamento dell’attuale stato di crisi, anche attraverso la soluzione dell’amministrazione controllata delle società del gruppo.
e.f.
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