Giorgio Armani: i ricavi del 2009 scendono del 6%, ma brilla la Cina (+32%)

Un 2009 in leggera flessione per la Giorgio Armani. La società dello stilista piacentino ha registrato ricavi consolidati di circa 1,52 miliardi di euro, in diminuzione del 6% sul 2008: in controtendenza la Cina, che ha messo a segno un +32%. L’ebitda è sceso a 218 milioni di euro (-28%), principalmente a causa della crisi in Nord America e Giappone. Inizia bene il 2010 (nella foto, un look Giorgio Armani per la primavera-estate 2011).
La liquidità netta del gruppo della moda, come riporta una nota diffusa oggi, si è attestata a 447 milioni di euro, il 20% in più rispetto all’esercizio precedente. Nel 2009, inoltre, la fashion company ha proseguito il piano di investimenti, espandendo e rinnovando la propria rete retail che, con 182 punti vendita avviati durante l’anno (72 freestanding), ha portato l’attuale newtork di negozi a 1.503 unità (609 freestanding).
Il 2010 si è aperto all’insegna della ripresa: sono positive le performance della campagna vendite per il prossimo inverno, con un sostanziale incremento della marginalità.
“Nonostante il 2009 sia stato un anno estremamente critico per il settore della moda e del lusso, che ha risentito delle difficili condizioni economiche e finanziarie globali, i risultati ottenuti dal Gruppo Armani attestano anche quest’anno la forza e l’eccellenza del marchio e confermano la solidità del nostro modello di business - ha sottolineato il presidente e ceo Giorgio Armani -. La nostra gestione improntata su una politica orientata allo sviluppo ci permette, già in questi primi mesi del 2010, di approfittare della stabilizzazione del mercato e di rilanciare la nostra crescita”.
d.p.
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