Giovanni Burani fiducioso sul secondo semestre del Mbfg

"Si percepisce un clima di sfiducia generale, ma mi sento tranquillo". Così Giovanni Burani ha commentato questa mattina, a margine della sfilata di Mariella Burani, l'attuale fase critica del mercato con epicentro negli Stati Uniti. E dopo il +9% (a periodi comparabili) dei ricavi semestrali, l'a.d. del Mbfg vede rosa sulla seconda metà dell'anno del gruppo di famiglia, esposto negli Usa solo per il 2%.
Secondo Burani, a fare le spese dell'impasse statunitense (che da subito ha rivelato ripercussioni non da poco anche in Europa, Italia compresa) saranno tutti i mercati maturi mentre gli emergenti, dove il Mbfg realizza il 45% del giro d'affari, promettono ancora bene. Nonostante la cautela sia d'obbligo, l'imprenditore emiliano resta fiducioso, anche perché il gruppo esporta un altro 22% tra Germania, Austria e Svizzera, che nell'Unione europea non vivono le problematiche di altri mercati quali Regno Unito e Spagna.
Un'altra quota importante del giro d'affari del Mariella Burani Fashion Group è realizzato in Italia, dove si parla di stagnazione per il 2008. A tal proposito, dice Burani: “La moda è abituata a soffrire sul nostro territorio: i consumi non si sono mai più ripresi dai tempi della Guerra del Golfo”.
Dopo avere chiuso il primo semestre con vendite per 325,3 milioni di euro, in calo del 6% rispetto all'analogo periodo dell'esercizio 2007, ma in aumento del 9% a periodi omogenei, le previsioni dell'a.d. sulla seconda metà dell'anno (che ancora non risentono della crisi dei mercati finanziari di metà mese, dal momento che gli ordini sono stati chiusi in marzo) sono “abbastanza buone”.
t.m. ed e.f.
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