Gir+A&F: gli storici mercati e un nuovo approccio distributivo per crescere

Dopo un 2008 con ricavi di 32 milioni di euro (e un 2009 previsto a quota 36 milioni) la romagnola Gir+A&F, nata dall’incontro fra Marithé + François Girbaud e la famiglia Ferretti, si concentra su un nuovo approccio distributivo per sviluppare il potenziale delle linee Designer uomo e donna del brand francese e del marchio Le Jean de Marithé + François Girbaud. A partire dall’Italia (nella foto, la primavera 2010 di Marithé + François Girbaud).
A due anni dalla conclusione del rapporto con la Interfashion del Gruppo Stefanel (vedi fashionmagazine.it del 29 marzo e 6 settembre 2007), la presenza lungo la Penisola delle label di casa Girbaud, soprattutto nel Sud, si era notevolmente ridimensionata. “Con la campagna vendite per l’estate 2010, in cui spicca il risultato decisamente incoraggiante della donna, abbiamo ritrovato vecchi clienti e ne abbiamo acquisiti di nuovi”, spiega il ceo Simone Mantura, nominato lo scorso 15 maggio. “Abbiamo ripensato le nostre strategie - precisa - rendendole più coerenti all’attuale fase congiunturale, tornando al lavoro fatto da agenti e distributori, che svolgono un’azione più capillare ed efficace sul territorio. Vicinanza e sintonia con i retailer sono cruciali in un momento come questo, senza dimenticare che il management della stessa Gir+A&F (al 60% detenuta dalla francese Cravattata Killer, in mano alla famiglia del duo di creativi, e al 40% dai Ferretti, ndr) si impegna direttamente in questa iniziativa”.
In Italia, dove si contano attualmente 150 punti vendita multimarca, dovrebbe raddoppiare in poche stagioni (in tandem col giro d’affari generato) il numero degli shop che vendono le etichette della casa: storicamente secondo mercato per i prodotti creati da Marithé e François, il Belpaese oggi si colloca dietro la Francia (dove si notano chiari segnali di ripresa per le linee, soprattutto grazie all’universo femminile: già dal 2010 si dovrebbe tornare ai livelli antecrisi) e Germania, un’area “in cui si intravedono concrete possibilità di sviluppo - racconta Mantura -. Ho riscontrato una maggiore euforia fra i dettaglianti tedeschi, che hanno accolto le collezioni per la prossima estate molto positivamente”. In Russia ed ex Repubbliche Sovietiche, invece, i primi passi concreti per un comeback significativo - le ripercussioni della débâcle nei consumi hanno ristretto la distribuzione a una trentina di multibrand - si avranno con la stagione autunno-inverno 2010/2011: sono allo studio collaborazioni e alleanze con i maggiori retailer e opinion leader locali.
Per la società con sede a San Giovanni in Marignano (Rn), che produce e distribuisce worldwide la label Designer (linea ammiraglia realizzata per l’80% in Italia, in particolare denimwear e lavorazioni a laser) e, solo per l’Europa, la collezione Le Jean, l’imperativo del momento è “lavorare in profondità - conclude Mantura - per tornare ai livelli del passato, a cominciare dall’Italia, anche studiando formule di partnership con i punti vendita, personalizzando il rapporto con i retailer”. Mentre a Milano, dove si trova la showroom dei brand, ancora manca un vero flagship store M+FG (c’è solo un punto vendita dedicato al jeans in corso di Porta Ticinese), in Francia si concluderanno, nell’ottobre del 2010, i lavori per l’ampliamento della boutique dell’insegna di rue Etienne Marcel 38, che diventerà uno spazio di 1.000 metri quadri, distribuito su due livelli e con due ingressi.
d.p.
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