Gli Usa adottano misure di salvaguardia su import cinesi di T-shirt, pantaloni e intimo

L’amministrazione Bush reintroduce le quote sulle importazioni dalla Cina di pantaloni, magliette di cotone e biancheria intima: un provvedimento che dovrebbe ridurre l’aumento dell’import di queste tre categorie del 7,5% in un anno. La Cina reagisce e chiama in causa il Wto, che ha appena eletto il nuovo direttore generale, Pascal Lamy.
Lo riportano le principali agenzie di stampa, dalle quali emerge che l’import di pantaloni di cotone cinesi ha segnato un +1.500% nel primo trimestre 2005, rispetto all’analogo periodo del 2004, mentre per le T-shirt si parla di un +1.250% e per l’intimo si va oltre il +300%.
L’introduzione di misure di salvaguardia da parte degli Usa sarebbe stata dettata dall’accertamento di effetti distorsivi sul mercato interno, che consentono di agire nel rispetto delle regole del Wto. Distorsioni che, invece, sono negate dal Governo cinese, pronto a intraprendere azioni nell’ambito dei regolamenti del Wto per l’abrogazione delle quote introdotte. L’organismo ginevrino che regola i commerci mondiali, intanto, ha appena eletto il direttore generale: si tratta di Pascal Lamy, già commissario europeo al Commercio che, come spiega Il Sole 24 Ore, ha recentemente messo in guardia l’Ue e gli States dall’applicare misure di emergenza contro il tessile delle Repubblica Popolare.
Sempre secondo il quotidiano economico-finanziario, le restrizioni imposte dagli Usa non sono ancora attive: entreranno in vigore entro la fine del mese, dopo che Washington avrà formalizzato le consultazioni con Pechino. Da quel momento scatterà il termine di 120 giorni per trovare una soluzione concordata e se non si raggiungerà un’intesa, le quote resteranno in vigore fino alla fine dell’anno.
Le associazioni italiane del tessile-abbigliamento, Smi e Ati, sottolineano oggi come la decisione dell’amministrazione Bush costituisca un precedente, che non può essere ignorato a livello nazionale ed europeo. “L’unione europea non può sottrarsi alla responsabilità di assumere misure di intervento sostanziali a difesa della concorrenza leale e di un importante settore continentale”, dichiarano all’unisono, chiedendo nuovamente l’adozione della procedura d’urgenza anche da parte europea.
e.f.
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