Gli ultimi sviluppi sul marchio Romeo Gigli

Stamane, durante un incontro con la stampa presso lo Studio Legale e Tributario Cba di Milano, l’avvocato e socio Fabrizio Colonna, amministratore giudiziario e custode dei marchi Romeo Gigli sottoposti a sequestro preventivo penale, ha fatto il punto sull’attuale situazione dei brand.
Lo scorso 30 novembre, a seguito della dichiarazione di fallimento della Mood, licenziataria in esclusiva e a livello mondiale del marchio nelle sue varie declinazioni, lo stesso è stato sottoposto a sequestro preventivo penale, con la nomina di Fabrizio Colonna ad amministratore giudiziario (vedi anche news del 13 gennaio 2010): il custode ha il compito di salvaguardare l’etichetta Romeo Gigli nella sua complessità, dalle contraffazioni e dalle licenze e sub licenze non autorizzate.
A fine maggio, Colonna è stato autorizzato alla “gestione dinamica” del brand (28 le label registrate fra Italia ed estero), finalizzata a rafforzare il business già presente, tutelare gli aspetti iconici e stipulare, nel caso ci fossero le condizioni, nuove partnership. "Allo stato attuale - si legge in una nota - le licenze contrattualmente valide e coerenti con l’identità della marchio sono quelle esistenti con Logoproject per l’occhialeria, Codi per la pelletteria, Calze Impresa per le calzetteria, Loredana per il bambino, Sts per l’apparel maschile, Manifatture Tessili Ascolese per il tessile-casa, Orizzonti-Blu Sahara per l’abbigliamento donna, Gallone per la pigiameria, Erman per l’intimo uomo e Bizzirri per le ceramiche”. “Ad avviso del custode - prosegue il comunicato - non sono contrattualmente valide tutte le licenze stipulate da Mithia”.
d.p.
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