Gran Bretagna: Baugur in frenata, incognite per alcune importanti realtà del retail

Punto di domanda sul futuro di numerose importanti realtà del panorama retail inglese. Si teme che i department store House of Fraser, le catene Oasis, Whistles, Karen Miller, Principles e altre insegne siano messi all’asta a breve scadenza a causa della difficile situazione finanziaria di Baugur, il gruppo islandese controllato dal 40enne Jon Asgeir Johanneson.
L’imprenditore si è visto costretto a ricorrere all’amministrazione controllata per Stodir, una delle sue società che da luglio controlla il 39% di Baugur. Una decisione resa necessaria dopo il collasso di Glitnir, la terza banca per importanza in Islanda. Per salvaguardare i risparmi di migliaia di islandesi lunedì il governo di Reykjavik ha dovuto iniettare 600 milioni di sterline nelle casse di Glitnir, assumendone il controllo al 75%. In precedenza, il 31% della banca era in mano a Stodir.
L’impero di Johanneson, 40 anni, è costituito da più di 20 retail brand con oltre 3.900 punti vendita e un giro annuale di vendite che si aggira intorno ai 10 miliardi di sterline. Oltre quelli già citati, il magnate controlla il Gruppo Mosaic, le catene All Saints, Warehouse, Jane Norman, Shoe Studio, Odille, i supermercati Iceland e Whittard of Chelsea in Gran Bretagna e i retailer Illum, Magasin Du Nord e Souk in Scandinavia. A Johanneson fanno capo pure quote importanti di Matthew Williamson, Debenhams, French Connection, Moss Bros, Woolworths e Saks Fifth Avenue.
p.o.
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