Gran Bretagna: tagli in vista per Marks & Spencer, chiude Woolworths

Il retail britannico nella morsa della crisi: mentre a Londra e nel resto del Paese impazzano svendite record, con riduzioni di prezzo anche del 90% sul cartellino originale, il colosso Marks & Spencer prevede tagli fino a 1.230 posti di lavoro. Ieri ultimo giorno per la storica catena di supermercati Woolworths.
"In un'ottica di riduzione dei costi - ha annunciato Stuart Rose, chairman di Marks & Spencer, in occasione della pubblicazione della trimestrale, archiviata il 27 dicembre - intendiamo chiudere 27 store (25 dei quali a insegna Simply Food), il che comporterà una riduzione dell'organico pari a circa 780 dipendenti". Dalla "cura dimagrante" non saranno esenti gli uffici, con la prospettiva di lasciare a casa ulteriori 450 impiegati. Nelle 13 settimane precedenti la fine di dicembre le vendite del gruppo sono calate complessivamente dell'1,2% rispetto all'analogo periodo del 2007, con un -3,4% (o -7,1% su base like for like) per quanto riguarda specificamente il mercato interno. In arretramento tutti i settori merceologici (con un -5,5% nel Regno Unito alla voce "general merchandise" e un -1,1% per quanto riguarda il food), tranne la casa con un +1%. In netta controtendenza, tuttavia, il business online (+29%) e quello internazionale (+26,9%). "Sappiamo che le misure preventivate non saranno facili da digerire per i dipendenti coinvolti (in totale Marks & Spencer occupa circa 75mila persone, ndr) - ha concluso Rose - ma prospettiamo che l'attuale impasse economica duri almeno per altri 12 mesi".
Per un gigante che alza le barriere difensive, un altro che termina il suo lungo e glorioso iter: la catena di supermercati Woolworths, al giro di boa dei 100 anni, ha chiuso ieri gli ultimi dei suoi oltre 800 punti vendita in Inghilterra, che davano lavoro a 27mila persone. La società era finita in amministrazione controllata a novembre scorso, con debiti per 385 milioni di sterline. Conti a segno meno, infine, per il retailer Next (le cui vendite sono arretrate, dal 29 luglio al 24 dicembre 2008, dell'1,9%), mentre nelle 18 settimane prima del 3 gennaio Debenhams ha incassato un -3,5% su base like for like, bilanciato da un incremento dell'utile pretasse e dell'ebitda. "Non è il momento di abbassare la guardia - ha sottolineato il ceo Robert Templeman -. La nostra strategia punta su un'offerta di tendenza da un lato e, dall'altro, su un attento controllo di spese, rimanenze e capitale".
a.b.
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