Gruppo Benetton: progetti in Sud America e un traguardo importante per il bimbo

A pochi giorni dai festeggiamenti per i primi 40 anni della collezione bimbo, il 19 ottobre al Teatro 10 di Cinecittà a Roma, si torna a parlare del Gruppo Benetton: impegnato in un sopralluogo in Sud America, il vice presidente esecutivo Alessandro Benetton ha infatti incontrato il presidente colombiano Alvaro Uribe (nella foto), dopo aver firmato un accordo commerciale con la catena di department store Falabella.
Grazie a questa intesa, il retailer di Ponzano Veneto aprirà sette corner (quattro dedicati alla donna, due all'uomo e uno al bimbo) all'interno dei punti vendita Falabella: una strategia che ricalca quella già messa in atto con successo in Cile e in Perù. I primi opening sono previsti in questi giorni, presso il centro commerciale Santa Fé di Bogotà, dove lo stesso Alessandro Benetton taglierà il nastro. Non si tratta di un battesimo dell'insegna italiana in Colombia: in questo territorio sono attivi otto negozi e ulteriori inaugurazioni sono in programma per il 2010, anche alla luce di un quadro economico interessante. Come ha spiegato Alvaro Uribe ad Alessandro Benetton, i tassi di crescita della nazione sono tra i più alti di tutto il Sud America e molto si sta facendo sia per incrementare il livello di sicurezza, sia per offrire alla comunità internazionale un'immagine più moderna ed emancipata.
Prima di approdare in Colombia, l'imprenditore italiano ha fatto tappa in Messico, dove prosegue la partnership con Sears, che ha fruttato 18 avamposti United Colors of Benetton e circa 120 corner nei grandi magazzini Sears. L'obiettivo è ambizioso: salire a quota 215 vetrine prima della fine del 2011.
Uno dei settori di attività più dinamici all'interno del Gruppo Benetton è il childrenswear, che mosse i primi passi nel 1969, quando Giuliana Benetton decise di confezionare una serie di maglie per i piccoli, utilizzando un filato pettinato di particolare morbidezza, il "Paderno".
Da allora di strada ne è stata fatta parecchia: se a fine anni Ottanta l'azienda realizzava 12 milioni di capi under 14 l'anno, distribuendoli in 2mila boutique nel mondo, dieci anni dopo il marchio 012 vantava una produzione di 30 milioni di pezzi per 2.500 negozi. Attualmente il ritmo è raddoppiato a 60 milioni di pezzi, con un retail network di 1.100 shop: cifre che portano il childrenswear a contribuire nell'ordine del 30% al fatturato totale della società.
Terminate le celebrazioni (che sono culminate in una sfilata e in una mostra di immagini storiche d'archivio a Cinecittà), si guarda avanti con nuovi progetti: l'ultimo in ordine di tempo è il lancio di Tween, linea che va a colpire un target esigente ma ricettivo, quello dei pre-teenager dagli 8 ai 12 anni.
a.b.
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