Gruppo Ermenegildo Zegna: fatturato in crescita, con i nuovi mercati in pole position

Approvato dal CdA di Ermenegildo Zegna il bilancio consolidato 2007 del gruppo, attivo nel settore dell'abbigliamento maschile di lusso: il fatturato, pari a 843,4 milioni di euro, si è incrementato dell'8,3% a cambi correnti (e del 12,8% a cambi costanti) rispetto al 2006. 69,7 milioni di euro è la cifra relativa all'utile netto (+10,1%). La posizione finanziaria netta è positiva per circa 90 milioni di euro. Ragionevolmente ottimista sul 2008 l'a.d. Ermenegildo Zegna.
I dati di bilancio dimostrano come le scelte del management, che trovano in una strategia retail mirata il proprio punto di forza, stiano andando nella direzione giusta: lo scorso anno i monomarca Ermenegildo Zegna si sono portati a 525, di cui 253 di proprietà (+20%). Dopo l'opening dei "global store" progettati da Peter Marino sulla Fifth Avenue a New York e in via Montenapoleone a Milano, nel 2008 l'espansione continua con 20 shop fra Cina e Hong Kong (di cui uno anche a Macao), due in India (a New Delhi e Bangalore), tre nel Middle East (a Riad in Arabia Saudita, nel Bahrein e in Qatar), altrettanti negli Usa (a Palo Alto e Boca Raton) e in Brasile (a San Paolo) e tre rispettivamente in Ucraina (a Kiev), Bielorussia (a Minsk) ed Estonia (a Tallin).
Da notare che, fra le varie aree, quella che ha registrato il progresso più eclatante nel 2007 è stata la Repubblica Popolare, che con un +38% diventa in assoluto il secondo mercato per l'azienda dopo gli States, seguita da Hong Kong (+32%) ed Est Europa (+36%). Del resto, i cosiddetti Paesi emergenti contribuiscono per quasi un quarto all'intero turnover.
Gli investimenti sul prodotto, intanto, si concentrano sempre più sull'alto di gamma, con un progresso del marchio Ermenegildo Zegna - e, in particolare, delle linee Su Misura, Couture, Upper Casual e Accessori - che mette a segno un +9,4% a cambi costanti.
Soddisfatto l'a.d. Ermenegildo Zegna, che tuttavia non nasconde qualche preoccupazione per l'evoluzione dei cambi valutari e per la recessione statunitense. "Ma l'andamento del primo trimestre 2008 - puntualizza - ci fa ben sperare in un esito complessivamente ancora in aumento".
a.b.
stats