Gruppo La Perla: sacrifici per focalizzarsi sul core business del lusso

"Vogliamo salvaguardare la nostra realtà di industria inserita nel territorio bolognese e, parallelamente, l’elevato livello delle nostre professionalità aziendali": così Alberto Masotti, al vertice di La Perla, commenta i recenti provvedimenti del gruppo, primo fra tutti la cessione della catena Intimo 3.
Il nome dell’acquirente di Intimo 3, un’ottantina di punti vendita tutti situati in Italia, non è ancora stato ufficializzato: ma fonti accreditate indicano il gruppo Calzedonia, che si trincera dietro un “no comment”.
Ieri, tra l’altro, La Perla ha presentato ai sindacati un piano di ristrutturazione, che prevede il taglio di 410 posti di lavoro e che dovrebbe portare l’azienda a 900 dipendenti entro il 2007. “Operazioni dolorose ma necessarie - commenta Masotti – in un momento in cui non si può ignorare la contrazione soprattutto dei mercati europei, che si ripercuote inevitabilmente sulla nostra organizzazione interna”.
L’obiettivo dei vertici della società è di concentrarsi sul core business degli articoli di lusso: una strategia in cui un’insegna come Intimo 3 non potrebbe rientrare. “Vogliamo focalizzarci esclusivamente sull’area dell’eccellenza – dice il patron di La Perla – con nuovi progetti a livello di prodotto e distribuzione, per esempio le due uscite stagionali della collezione La Perla Mare (una con consegna nella seconda quindicina di ottobre e l’altra nel febbraio dell’anno successivo), per essere presenti in modo coerente e importante nei Paesi dove la domanda ‘crociera’ comincia in autunno per proseguire oltre le festività”. Masotti accenna anche a futuri progetti nel campo di nuovi prodotti di alta qualità, ma senza entrare nel dettaglio. E per quanto riguarda gli sviluppi commerciali, si limita a comunicare che nel breve-medio termine i territori sotto osservazione saranno soprattutto Asia e Russia.
a.b.
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