Gruppo Ratti: nel 2002 calano le vendite e migliorano le perdite

Ratti riduce le perdite, ma non riesce ad arginare il calo delle vendite. Il gruppo quotato alla Borsa di Milano ha infatti totalizzato nell'esercizio 2002 un fatturato consolidato di 118,1 milioni di euro, in discesa del 10,2% rispetto ai 131,5 milioni di euro dell'anno precedente. A livello di bottom line, invece, ha registrato passività per 3,8 milioni di euro, in netto miglioramento rispetto al risultato negativo di 10,4 milioni del 2001.
Secondo il comunicato diramato dal gruppo comasco, il turnover e i risultati economici sono stati influenzati in modo rilevante dalla stagnazione economica che è stata più accentuata nel primo semestre dell'anno rispetto al secondo. Con un 35,6% del fatturato, pari a 42,022 milioni di euro, l'Italia si riconferma il mercato di riferimento, seguita dai Paesi dell'Unione Europea (29,7%), Stati Uniti (14,7%) e Giappone (8,9%). A riscuotere il maggior successo nelle vendite sono stati i tessuti stampati per l'abbigliamento donna (62,2% dei ricavi) che distanziano di molto quelli per gli accessori (12,6%) e l'arredamento (7,6%). I prodotti confezionati, invece, pesano per il 16,6% sull'intero giro d'affari.
Tornano invece in positivo i conti della capogruppo, che ha registrato un utile di 3,1 milioni di euro - determinato "da componenti finanziarie di distribuzione di dividendi infragruppo" - contro una perdita di 8,8 milioni dell'esercizio precedente, mentre il fatturato della società è sceso da 93 a 80,1 milioni di euro. Per quanto riguarda 2003, il gruppo Ratti ritiene che verrà confermato il trend delineatosi nell'ultimo anno, visto che i segnali di ripresa della domanda appaiono ancora piuttosto deboli e discontinui e gli ordini e i ricavi del primo trimestre risultano in lieve flessione rispetto alle previsioni.
v.s.
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