Gruppo Sixty: accordo sugli esuberi e una filiale per la Scandinavia

I venti di crisi non risparmiano il Gruppo Sixty, che ha raggiunto ieri l’intesa per la gestione della procedura di 73 esuberi. Intanto il polo chietino della moda informale, fondato da Wichy Hassan (nella foto) e Renato Rossi, continua a investire: dall’1 giugno sarà operativa la nuova filiale Sixty Nord per il mercato scandinavo.
Gli esuberi, presso il gruppo che occupa complessivamente circa 1.000 dipendenti, sono 73, 55 a Chieti e 18 a Roma. Si prevede di attivare la Cigs (Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria) per due anni e di recuperare i lavoratori, nel corso di questo periodo, attraverso l’accesso alla formazione, l’outplacement, la ricollocazione in aziende del gruppo e a esso collegate, la disponibilità ad attivare un team interno all’azienda focalizzato sull’organizzazione del lavoro, con accesso finale ai contratti di solidarietà.
Come sottolinea il comunicato diramato da Femca Cisl, Filtea Cgl, Uilta Uil, “L’accordo è fortemente innovativo perché, a fronte del piano industriale presentato dall’azienda, che prevede la dismissione di una parte dell’industrializzato e dei magazzini di materie prime, è stata concordata l’istituzione di un tavolo territoriale di settore - da attivare con il coinvolgimento, oltre alle associazioni di impresa, anche delle istituzioni – finalizzato alla riqualificazione e innovazione del contoterzismo locale, con l’intento di tenere nel territorio le competenze professionali e l’operato fornito dalla commitenza Sixty”. Nelle scorse settimane l’ipotesi era già stata sottoposta alla valutazione dei lavoratori e approvata all’unanimità.
L’azienda, intanto, continua il proprio cammino e non arresta le proprie strategie. Dal prossimo 1 giugno sarà attiva la nuova filiale Sixty Nord, affidata a Martin Nielsen, che ha la responsabilità dell’istituzione, la direzione e lo sviluppo delle attività della struttura in Danimarca, Svezia e Norvegia.
c.me.
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